Editoriale

Operazione Tour. C’è bisogno di Grandeur

Il Tour passa davanti al Louvre (foto Alain Jocard/ Afp)
Il Tour passa davanti al Louvre (foto Alain Jocard/ Afp)

Firenze, 30 luglio 2023 - Una settimana fa si concludeva il Tour de France sui Campi Elisi. Bagno di folla, entusiasmo, affari milionari tra diritti tv e sponsor. Un grande avvenimento. Il prossimo anno il Tour parte da Firenze. Sarà una data storica: il 29 giugno da Piazzale Michelangelo.

Un evento globale che porrà nuovamente Firenze al centro della visibilità internazionale. Firenze e Parigi saranno ancora più unite. Tra Dario Nardella e Anne Hidalgo c’è una grande alleanza. È il senso del fare e di rinnovare città, che affondano le radici nella storia e che sono consumate dal turismo, che li unisce. Pensare a come dare un futuro compatibile con resistenza degli abitanti e ambiente e al tempo stesso candidare le due città ad essere capitali infinite dell’Umanesimo. Se Firenze è la Grande Bellezza rinascimentale, Parigi è la capitale dei diritti e il simbolo inestimabile della Grandeur francese. Insieme guardano al sol dell’Avvenire con entusiasmo, coscienti dei mille problemi che affliggono quotidianamente le grandi città.

Parigi ha sei volte gli abitanti di Firenze, è una grande capitale mondiale. Il prossimo anno, a luglio, ospita le Olimpiadi, i cantieri sono ovunque come i turisti. Il prossimo anno la Gran Boucle parte da Firenze. Non era mai avvenuto che scattasse dall’Italia nella sua storia leggendaria. L’organizzazione è già partita da tempo, il sindaco Dario Nardella (era a Parigi per il passaggio di testimone) ci ha creduto da anni, ha lavorato sotto traccia mettendo in campo esperienza e rapporti “diplomatici“ europei.

Un investimento milionario che è moltiplicatore di ricadute da pil con segno più sul territorio: visibilità, marketing territoriale, accoglienza. Dal 29 giugno 2024 a chissà quando si sentiranno gli effetti dell’operazione in giallo. Ad ottobre la sindaca di Parigi sarà a Firenze per rafforzare l’alleanza. C’è bisogno di Grandeur a Firenze per disegnare prospettive diverse, forti della storia ma capaci di intercettare il futuro.