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16 apr 2022
Editoriale

Una nuova visione ci salverà

agnese pini
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Agnese Pini, direttrice de La Nazione

Firenze, 17 aprile 2022 - Firenze è strapiena, la Versilia sold out, i lungomare festosi. E, guarda un po’, c’è pure il sole. Nelle strade sono tornati gli accenti stranieri, francesi e spagnoli soprattutto, a popolare ristoranti e bar, a sopportare code sudate davanti ai musei, ad affollare alberghi, a impermalosire i residenti, a far esultare i commercianti. Dopo due anni di lockdown e zone rosse, in tutta Italia - da Nord a Sud - la Pasqua 2022 assomiglia a quelle che ci eravamo rassegnati a ricordare con nostalgia, quelle prima del Covid e delle sue conseguenze, quando il disastro mondiale della pandemia non solo non si poteva prevedere, ma neppure lontanamente immaginare. Tutto è tornato come prima, dunque? No. Perché siamo figli di un tempo sospeso, in cui la nostra legittima voglia di ricominciare a vivere si scontra ancora una volta con le incertezze della storia.

La guerra nel cuore dell’Europa, le tensioni tra Russia e Nato, la disperazione dei profughi ucraini (4 milioni), la minaccia del nucleare che Putin evoca ormai con macabri rituali. E poi la crisi energetica, le incertezze della politica, l’acceleratore premuto sulla necessità di riassestarsi su equilibri mondiali che sono già indubbiamente cambiati, da cui è chiaro che non si potrà tornare indietro, e che spingono governi ed economie dell’Ue a cercare nuovi cardini e differenti prospettive

Noi europei usciamo però da quella che senza dubbio è, ad oggi, la più grande tragedia della storia contemporanea (ovvero la pandemia, coi suoi 6 milioni e mezzo di morti nel mondo), avendo imparato una lezione, da non dimenticare ora che il mondo, ancora una volta, si prepara a stravolgere certezze e futuro. Perché la pandemia, in Europa, ha prodotto una visione. Tale è la Next Generation Eu: è la visione che l’Europa si è concessa in dote per i prossimi decenni, usando il dramma del Covid come opportunità per produrre nuove idee e valori. Economia etica, digitale, energia green, diritti: non è una visione velleitaria, perché è supportata da fior di milioni finanziati attraverso un debito comune. Nessun altro continente, nessun’altra super potenza è riuscita in un’impresa simile. Oggi però questa straordinaria visione rischia di essere frenata, se non cancellata, dalle imprevedibilli emergenze che abbiamo di fronte. Come uscirne? C’è solo un modo, ed è quello di sfruttare la lezione imparata dal Covid: l’Europa, la debole vecchia Europa - stretta ancora una volta tra Usa e Russia - senza autonomia energetica, senza possibilità di difesa comune, deve adesso sforzarsi di produrre una ulteriore nuova visione, che si riadegui al tempo mutato. E’ l’unica strada che ha, che abbiamo, per non arrenderci alle insidie del contingente. E per non smarrire il senso della nostra storia. 
 

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agnese pini