Controlli e visite a casa da parte del personale sanitario
Controlli e visite a casa da parte del personale sanitario

Firenze, 30 novembre 2020 - La Regione mette alla prova l’efficienza del sistema. E lo fa elaborando un piano straordinario per contenere la diffusione del virus e per prevenire la terza ondata epidemica. Ci sta lavorando il governatore toscano Eugenio Giani, con i suoi più stretti collaboratori. Probabilmente sarà presentato mercoledì, nell’approssimarsi del ritorno della Toscana in zona arancione, che prevedrà minori restrizioni, la riapertura dei negozi e il riavvio di molte attività.

E’ previsto un potenziamento di tutte le attività di prevenzione e contenimento, ma anche un rafforzamento della medicina territoriale, con un maggiore coinvolgimento della medicina di famiglia, e la messa a punto del sistema di risposta ospedaliera. L’8 dicembre dovrebbero essere pronti gli hub per le cure intermedie al Creaf di Prato e della cittadella di Campo di Marte a Lucca. Consentiranno di liberare centinaia di posti letto nei reparti di medicina degli ospedali da riconvertire in attività ordinaria no Covid. Anche questo un punto strategico.
 

La base delle azioni da intraprendere parte dall’assunto di avere imparato dagli errori fatti l’estate scorsa, quasi ovunque nel nostro Paese. Non ripeterli è il primo passo. Ma serve di più.
Per questo il piano si snoderà su vari livelli: dalle 3 "T" al vaccino. Subito partirà un potenziamento, nelle centrali di tracciamento, dei pool di medici e studenti di medicina per liberare dall’isolamento le persone contagiate che abbiano compiuto il ventunesimo giorno di positività in assenza di sintomi da almeno una settimana. Anche i positivi asintomatici possono uscire dal confinamento fiduciario di almeno 10 giorni dalla positivizzazione, solo in seguito a un ulteriore tampone con risultato negativo e alla certificazione dell’Asl.
 

A ogg i ci sono complessivamente, 41.676 persone in isolamento a casa senza sintomi o con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere. Tutti, compresi i 1.868 attuamente ospedalizzati che saranno dimessi, dovranno avere il certificato di fine isolamento. Una mole di lavoro impressionante. Che non deve ritardare il ritorno delle persone guarite alle proprie attività. Cosa peraltro già avvenuta. Per questo Il governatore Eugenio Giani ha intenzione di esportare il modello messo a punto dal direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana centro, Renzo Berti, che in dieci giorni di lavoro ha rilasciato oltre 7.000 certificati di fine isolamento. "Ci siamo rimessi in pari con il tracciamento e il numero di casi positivi quotidiani è in diminuzione – spiega il presidente Giani – Per questa ragione un numero maggiore di professionisti che nelle centrali di Firenze, Carrara e Arezzo lavora al tracciamento e nei dipartimenti di Prevenzione delle Asl al recupero di quelli rimasti in arretrato nelle settimane dell’esplosione del contagio, può essere dedicato al rilascio dei certificati di fine isolamento".
 

L’Asl Toscana centro ha ricevuto all’indirizzo email fineisolamentocovid@uslcentro.toscana.it migliaia di domande: molte sono prive di riferimenti telefonici e indirizzo che consenta di rintracciarle rapidamente, alcune sono arrivate da territori delle altre due Asl, molte sono doppioni, una in particolare è arrivata 105 volte. L’invito è dunque quello di scrivere dettagliando il più possibile la propria situazione e di dare tutti recapiti per agevolare il servizio che sta elaborando più di 8.000 richieste. Ieri solamente alla centrale di tracciamento di Firenze, per lavorare ai certificati di fine isolamento, sono stati distaccati 20 medici e 79 studenti di medicina. Ma il numero sarà potenziato sin da oggi, anche con i professionisti che lavorano sul territorio.