Donne, lavoro e diritti. "I ritardi sono una zavorra"

Prato, essere protagoniste del cambiamento il tema al centro dell’incontro Cristina Manetti, capo di gabinetto della Regione: "Solo una su due è occupata"

Il palco dell’incontro a Prato nell’ambito della Toscana delle donne festival promosso dalla Regione Toscana. Da destra Cristina Manetti, la pianista Giulia Mazzoni e il fotografo Massimo Sestini
Il palco dell’incontro a Prato nell’ambito della Toscana delle donne festival promosso dalla Regione Toscana. Da destra Cristina Manetti, la pianista Giulia Mazzoni e il fotografo Massimo Sestini

Prato, 11 febbraio 2024 – Le donne, i diritti, la strada ancora da percorrere, insieme agli uomini, per conquistarli. Il festival La Toscana delle donne ha riempito ieri sera il teatro Magnolfi di Prato con l’appuntamento Donne, protagoniste del cambiamento che ha visto dialogare sul palco la direttrice del Qn La Nazione, Il Resto del Carlino e il Giorno, Agnese Pini, con la capo di gabinetto della Regione Cristina Manetti, che il festival l’ha ideato. Tra gli ospiti la pianista pratese Giulia Mazzoni, il fotografo Massimo Sestini e Asia Raoufi, attivista del movimento Donna Vita Libertà. Sono intervenuti anche il governatore Eugenio Giani e il sindaco di Prato, Matteo Biffoni.

Su un palco pieno di valigie e con un mini pianoforte rosa, una scenografia che è diventata protagonista della parte conclusiva dell’incontro, Agnese Pini si è soffermata subito sull’importanza delle parole, perché le parole creano mondi e concetti nuovi, per cui la battaglia per le parole, ha sottolineato, non è mai inutile. Manetti ha invece ricordato che l’Italia impiega solo una donna su due, una su tre nel Sud, che è ultima in Europa e che per questo sono importanti misure come quelle prese dalla Regione Toscana, dove "gli asili nido sono gratis". Manetti ha messo al centro del dibattito anche la battaglia per i diritti delle donne in Iran, un tema che ha ripreso poi il presidente Giani intervenendo sul palco. Il governatore ha voluto anche sottolineare come l’approccio del festival "non sia femminista, ma propositivo, un salto di qualità culturale" aggiungendo poi: "L’uomo deve essere partecipe e attivo protagonista di questo processo".

Il sindaco Biffoni nel suo saluto ha parlato invece di "zavorra" ancora presente nel mondo femminile e di cambiamenti "troppo lenti. Ci troviamo a parlare di diritti delle donne – ha detto – e io aggiungo purtroppo, perché i diritti delle donne dovrebbero essere ormai un dato di fatto".

Il primo cittadino di Prato, che è anche presidente regionale dell’Anci, si è augurato di creare "città giuste", un tema che ha ripreso Agnese Pini in chiusura di serata rimarcando che i diritti sono giustizia.

Protagonista della serata anche Giulia Mazzoni, che è tornata al Magnolfi per la prima volta dal suo debutto: "Quelle dette su questo palco non sono soltanto parole, sono onorata di essere qui perché c’è molto da fare anche nel campo della musica", la sintesi del suo intervento. Il fotografo Massimo Sestini, che ha fatto volare un drone nel teatro, ha esaltato le donne, protagoniste della sua mostra con venti ritratti femminili nella quotidianità del lavoro: "Le donne hanno una marcia in più degli uomini – le sue parole sul palco – Il valore della donna nel mondo è più che paritario, non ci devono essere ingiustizie e disparità".

L’attivista Asia Raoufi ha invitato invece a sposare le battaglie del movimento Donna Vita Libertà, in particolare in Iran: "Abbiamo una responsabilità immensa nel portare avanti la nostra lotta".

Poi la chiusura, con la lettura di quattro lettere da mettere in valigia, simbolo del viaggio intrapreso con il festival. Messaggi da lasciare alle nuove generazioni di donne, dal coraggio alla speranza. Giulia Mazzoni seduta sul palco che suona al mini piano rosa è l’ultima immagine della serata. Donne, protagoniste del cambiamento.