Chianti Classico, bottiglie di vino
Chianti Classico, bottiglie di vino

Barberino Tavarnelle (Firenze), 8 giugno 2021 - L’esperto di vino del New York Times confessa candidamente la sua più recente fissazione: il Chianti Classico, scelta validissima anche per l’estate. Eric Asimov, chief wine critic dal 1999 del celebre quotidiano Usa, ne sottolinea infatti le caratteristiche distintive: un Sangiovese elegante, che svela nella sua immediatezza una relazione autentica con il suo territorio. Secondo Asimov, il Gallo Nero è l’espressione dell’ormai celebre vitigno che preferisce tra tutte. Pur apprezzando le varie tipologie di Chianti Classico, nella sua rubrica del 7 giugno, il critico americano evidenzia l’estrema gradevolezza del Chianti Classico Annata, il più diffuso (56% della produzione), e la sua capacità di abbinarsi con grande versatilità e finezza anche ai piatti estivi.

Questo apprezzamento di Asimov, che spesso ha consigliato il Chianti Classico ai suoi lettori, segue di pochi giorni il riconoscimento da parte di un critico suo conterraneo, James Suckling, che ha premiato con 100 centesimi il Chianti Classico Gran Selezione CeniPrimo 2018 dell’azienda Ricasoli. Una pietra miliare nella storia della denominazione: per la prima volta la stampa di settore riconosce “la perfezione” in un vino del Gallo Nero. È questo un periodo di splendore per questa eccellenza del territorio. Il Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Giovanni Manetti è stato anche recentemente nominato Cavaliere al Merito del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una nomina che è grande motivo di orgoglio per tutti i produttori di vino Gallo Nero, da lui rappresentati. Fiorentino, classe 1963, viticoltore alla guida dell’azienda Fontodi, è stato eletto Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio nell’agosto 2018. Il suo mandato è stato caratterizzato dalla volontà di connotare in maniera sempre più distintiva la denominazione del Gallo Nero, valorizzando l’autenticità e l’unicità di un vino fortemente legato al proprio territorio di origine, delimitato per la prima volta nel 1716. Questo riconoscimento, uno dei più alti della Repubblica per contributivi alla attività produttive, mette in luce, accanto alla capacità imprenditoriale del Presidente Manetti, l’impegno quotidiano dei viticoltori del Chianti Classico nel produrre vini di qualità che danno lustro al nostro Paese, e la decisione del Quirinale è stata accolta da unanime plauso della base sociale. E grande soddisfazione anche per questo riconoscimento a mezzo stampa che arriva oltreoceano da uno dei giornali più prestigiosi quali appunto il New York Times.

Maurizio Costanzo