Il sindaco di Firenze Dario Nardella (foto NewPressPhoto)
Il sindaco di Firenze Dario Nardella (foto NewPressPhoto)

Firenze, 9 aprile 2021 - I cantieri, le frane, gli avvallamenti. E le code infinite di automobilisti arrabbiati e rassegnati. Quella della Firenze-Pisa-Livorno è una storia complicata, soprattutto nel versante che interessa la Città metropolitana fiorentina. Tanto da far sbottare il sindaco, Dario Nardella, che, nel giorno della firma dell'intesa sugli interventi strategici sulla Piana con il governatore Eugenio Giani, torna a prendersela con il sistema normativo che regola gli appalti pubblici. Il nodo resta sempre lo stesso, la frana nel tratto fra Ginestra e Lastra a Signa dello scorso 6 gennaio, dove ieri, dopo i lavori di asfaltatura dell'unica corsia aperta è comparso un pericoloso avvallamento che ha costretto alla chiusura del traffico. Così in mattinata Nardella è tornato sul 'fattaccio': "I cittadini devono sapere che ogni giorno stiamo sul pezzo. Ma con queste norme è quasi impossibile fare presto e bene".

E sui tempi di ripristino, aggiunge: "Li vedremo con i tecnici. Io sono pronto a firmare, i sindaci le responsabilità se le prendono. Ma i tecnici ci devono dire se possiamo fare questi lavori con procedure dirette e spedite oppure no. Ci devono dire o bianco o nero, perché siamo stanchi di perdere tempo". Ed è qui che torna su un suo cavallo di battaglia, la semplificazione burocratica e legislativa. "Va detta una cosa con grande chiarezza: se per realizzare le opere continuiamo ad applicare le norme attuali del codice degli appalti e dello Stato non ci siamo. Non ne possiamo più, perché le norme sugli appalti per le opere pubbliche sono lontane anni luce dai bisogni dei cittadini e degli amministratori".

La Regione, aggiunge, "qualche giorno fa ha formalizzato il conferimento di quattro milioni" alla Città metropolitana "e noi li vogliamo spendere subito. Avremo prossimamente un incontro con il presidente Giani e i tecnici" dei due enti "proprio per capire come trovare la migliore strada nella piena legittimità e legalità". Però "se un bambino si chiude il dito in una porta indagano il sindaco", dice riferendosi al caso della collega di Crema, Stefania Bonaldi. "Quindi immaginate cosa può succedere sui lavori nella Fi-Pi-Li. Ecco, noi vorremmo fare le cose senza andare in galera". Oltre all'emergenza, infine, "è giusto lavorare in prospettiva" e su questo "condivido al 100% la proposta del presidente Giani" intenzionato "a creare una società toscana della strade" a gestione pubblica, in house. "Una società che, a mio parere, dovrà essere uno strumento per avere più risorse, perché servono più soldi" per la Firenze-Pisa-Livorno. "Perché anche qui, senza polemica, rilevo che i fondi del Pnrr non riguardano la viabilità".