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10 mag 2022

Emergenze neuropsichiatriche da post pandemia tra i giovani. ll progetto dei Rotary

A suonare il campanello d'allarme sono i dati forniti dal Meyer. I Rotary Club di Firenze rispondono con un progetto di formazione di nuove figura professionali

La direttrice sanitaria del Meyer Francesca Bellini e Alessandro Petrini
La direttrice sanitaria del Meyer Francesca Bellini e Alessandro Petrini

Firenze, 10 maggio 2022 - Nuova emergenza tra le corsie del Meyer. A provocarla non è stavolta il virus Sars Cov2, almeno non direttamente, piuttosto gli effetti nefasti che su giovani e giovanissimi hanno prodotto due anni di pandemia e di restrizioni. “Nel corso degli ultimi anni -commenta Alessandro Petrini, presidente del Rotary Club Firenze Sud-, sia presso il Pronto Soccorso sia presso i reparti di degenza di Pediatria dell’Ospedale Meyer è stato osservato un esponenziale incremento degli accessi per patologie neuropsichiatriche, che hanno subito un ulteriore incremento dal marzo 2020, come conseguenza della pandemia da COVID 19.

I ripetuti lockdown, l’interruzione della rete sociale e la riduzione della frequenza scolastica attiva hanno avuto importanti conseguenze sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti. In particolare - continua il presidente -, nella fascia adolescenziale, i dati raccolti mostrano un aumento delle ospedalizzazioni e degli accessi in regime di urgenza per instabilità emotiva, disturbi post-traumatici da stress, dell’umore, crisi d’ansia, simulazioni di patologie, disturbi alimentari”.

Considerando i report dell’ Ospedale Meyer al maggio 2021, gli accessi in Pronto Soccorso per “agitazione psicomotoria” , che nel 2019 erano lo 0.28% del totale, sono aumentati progressivamente fino a costituire lo 0.82% nel 2020 e l’1.47% nel 2021.
“La percentuale di ricovero dal Pronto Soccorso in reparto di degenza per patologia neuropsichiatrica si attesta attualmente intorno al 30% -puntualizza Petrini-. Questa tipologia di pazienti richiede spazi e tempi adeguati e personale dedicato. Purtroppo, proprio a causa dell’incremento, non sempre la struttura ospedaliera si trova preparata per accoglierli, sia per l’ aumento improvviso dei casi e sia perché gli operatori sanitari sono tendenzialmente poco formati sulla patologia neuropsichiatrica in età evolutiva. In considerazione di questo andamento epidemiologico, le urgenze e le patologie neuropsichiatriche rappresentano un’esigenza formativa per le nostre realtà ospedaliere e appare di fondamentale importanza implementare la preparazione e le competenze inerenti”.


Proprio per questo i Rotary Club Firenze Sud, Fiesole, Firenze Lorenzo il Magnifico, Bagno a  Ripoli e Scandicci hanno finanziato un progetto di formazione sulle urgenze neuropsichiatriche ricorrendo all'utilizzo della simulazione, con una donazione di 2500 euro, cui ha contribuito anche il Credito Cooperativo di Pontassieve .

“Verranno realizzati scenari clinici critici e complessi a media-alta fedeltà -spiega il presidente rotariano-, nello specifico di casi di urgenze neuropsichiatriche, recitati secondo copione prestabilito da attori professionisti e da personale sanitario con specifica formazione, con lo scopo di migliorare l’expertise del personale sanitario coinvolto nella gestione del caso e la safety del paziente”. Dopo ogni scenario di simulazione è prevista, infatti, una sessione strutturata di debriefing durante la quale la squadra che si è cimentata nella simulazione riflette con l’aiuto di facilitatori sulle strategie operative messe in atto, sulle possibilità alternative e sulle opzioni di miglioramento.

“Da svariati anni la simulazione è applicata presso il Pronto Soccorso e i reparti di Pediatria dell’Ospedale Meyer - conclude Petrini - come strumento per migliorare la gestione delle situazioni cliniche sia di routine che di emergenza, affinare il lavoro di squadra, apprendere specifiche impostazioni di comportamento, riconoscere e segnalare elementi di rischio clinico. Annualmente, sulla base delle esigenze formative interne, sono proposti moduli di formazione rivolti a tutto il personale sanitario, dai medici agli infermieri, dagli operatori socio-sanitari ai medici in formazione specialistica”.
 

Caterina Ceccuti

 

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