La municipale in centro durante lo shopping
La municipale in centro durante lo shopping

FIRENZE
L’attesa per il passaggio alla zona arancione si fa ogni giorno più rovente, il mondo del commercio – forte dei dati sanitari già raccolti – non accetta ulteriori ritardi e pretende di non perdere nemmeno un minuto del rush finale nella tradizionale corsa agli acquisti natalizi. Ma la situazione non è facile da sbrogliare. L’ultimo weekend racconta di italiani impazziti da Milano a Torino e in tutte le regioni che si sono sentite ’liberate’ dalla zona rossa dall’ultimo decreto del ministro Speranza. La Toscana e Firenze premono per riaprire tutti i negozi e il timore è che anche qui si ripetano le scene di assembramenti pericolosi nei centri storici e in tutte le aree commerciali.
Palazzo Vecchio però ha già scelto la linea del rigore. Così se il governatore Eugenio Giani è pronto a anticipare il decreto del ministro della Salute senza aspettare la certificazione in Gazzetta Ufficiale, il sindaco Dario Nardella predica cautela: "Di sicuro posso confermare che la linea che terrò a Firenze sarà rigorosa, perché le prossime feste non si trasformino in una ‘trappola’ che scateni una terza ondata nella nostra città".
«Una prospettiva del genere – sottolinea – sarebbe totalmente insostenibile per il sistema economico comunale e metropolitano". Intanto Nardella mette le mani avanti: "Le regole di comportamento già ci sono e dovrebbero essere chiare a tutti. Valuteremo eventuali ulteriori misure da prendere non appena sarà approvato il nuovo decreto. I cittadini ora più che mai hanno bisogno di chiarezza e certezza".
E in effetti il Viminale sta preparando una nuova circolare da inviare ai prefetti per sollecitare l’adozione di un piano di controlli massiccio, soprattutto rigoroso. Anche per metterli in condizione di organizzare al meglio le forze in campo. La firma è attesa a giorni non appena sarà reso noto il Dpcm che il premier Conte presenterà mercoledì per dettare le nuove regole.
Shopping e spostamenti sono i due punti chiave da affrontare. L’indicazione dei prefetti sarà quella di potenziare al massimo i controlli sugli assembramenti e di applicare con rigore le sanzioni. Come sempre sarà il Cosp, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica individuare le zone da chiudere o in cui prevedere accessi a numero chiuso con un sistema di transenne o di contapersone già sperimentato per le misure antiterrorismo.
Ma il piano dei controlli – almeno nelle intenzioni del Viminale – si estenderà anche nelle stazioni e nei punti nevralgici di ingresso e uscita dalla città. Quest’ultimo piano sarà studiato a partire dal weekend precedente al Natale e fino al 6 gennaio, date in cui anche gli spostamenti regioni gialle saranno ridotti al minimo.
Ieri intanto il sindaco Dario Nardella, ha incontrato a Palazzo Vecchio il nuovo prefetto Alessandra Guidi per esaminare le principali sfide che la città ha di fronte: dalla pubblica sicurezza alla sicurezza urbana, dal tema delle infiltrazioni mafiose all’emergenza Covid e alle conseguenze economiche e sociali connesse, dall’innovazione t ecnologica nell’ambito del rafforzamento della rete di telecamere di videosorveglianza della città alla programmazione degli sgomberi più impegnativi per i prossimi mesi.