Quel campo va chiuso, il sintetico dell’oratorio senza cure da vent’anni: "I bambini rischiano"

Il campetto a sette della Canaletto Sepor della Spezia è inagibile. Il responsabile nazionale della Lega Dilettanti per i campi artificiali: "Noi avanti in Europa. Qui regole rigide: nessun problema per i bambini"

Un campo da calcio con erba sintetica (Foto di archivio)
Un campo da calcio con erba sintetica (Foto di archivio)

La Spezia, 7 dicembre 2023 – L’erba artificiale non è un’alternativa, ma il futuro del calcio giovanile. La Lega Nazionale Dilettanti ha aperto la strada avviando la normalizzazione a partire dal 2001 con una Commissione e finanziando studi e ricerche per la tecnologia. Ne parliamo con l’ingegner Giacomo Pompili, direttore tecnico della LND Servizi srl, che gestisce l’omologazione degli impianti in erba artificiale. Il caso della Spezia appare isolato, trattandosi di un campo sintetico vecchio di vent’anni.

Cosa è stato fatto per la sicurezza e la salute dei calciatori?

"Dal 2000 stiamo portando avanti una politica di espansione dei campi sintetici, con regole rigide. La commissione europea ha stabilito i passaggi necessari, in Italia non c’è alcun pericolo nel giocare sul sintetico. Mi preme ricordare l’impegno dell’ex presidente Tavecchio".

L’Italia dunque è avanti rispetto all’Europa?

"Sì, il nostro protocollo è stato copiato per larghi tratti dalla Fifa. Dal settembre 2023 e per otto anni sarà sotto controllo anche la vendita di materiali di natura plastica. Qui da noi l’istituto superiore di Sanità è attivo dal 2005 per l’incapsulamento dei campi".

Come mai i Dilettanti fanno così largo uso di campi sintetici?

"Bassi costi di manutenzione per il gran numero di partite che si disputano nel fine settimana. Le società professionistiche usano il metodo misto ma i costi di gestione sono altissimi. Per il sintetico non c’è questo problema".

E per il futuro?

"Andiamo verso una svolta green, per minimizzare i costi e salvare i sottofondi dei campi. In dieci anni è stato investito oltre un milione di euro in ricerca. E grazie a questi studi nel 2011 è stato possibile varare dei regolamenti, uno per i dilettanti e l’altro per i professionisti, per assolvere le esigenze che la pratica calcistica richiede: tutela della salute degli atleti e giocabilità del terreno".

Sono stati compiuti passi da gigante, sempre con la LND in prima fila nel sostenere che la ricerca sul perfezionamento del rimbalzo del pallone dovesse andare di pari passo con l’assoluta garanzia delle condizioni di salute dell’atleta (ricorso a prodotti naturali per l’intaso e miglioramento dell’assorbimento dei traumi dal punto di vista fisico-motorio).

La LND ha sostenuto lo sviluppo del calcio giovanile (con oltre 1600 campi omologati in Italia): Novara e Cesena dimostrano che anche i club professionistiche ci pensano. La regolamentazione italiana, recepita dalla FIFA nonostante alcune imposizioni della LND siano molto più restrittive, consente di trovare la soluzione giusta per tutte le esigenze. Senza dimenticare l’impulso dato dalla LND allo sviluppo dell’erba naturale rinforzata: una soluzione per far convivere un manto in erba naturale (attraverso la semina) su uno in erba artificiale. Questo terreno ha erba sintetica realizzata con un filato di nuova geometria che consente capacità di assorbimento e un intaso di fibre organiche di origine naturale vegetale per reazioni della palla simili all’erba naturale.