Il semaforo e l'installazione a Milano
Il semaforo e l'installazione a Milano

Firenze, 5 agosto 2021 – Erano le cinque del pomeriggio a Cleveland e quello che stava per essere inaugurato, era un nuovo strumento destinato a regolare il traffico urbano nel mondo. All’incrocio tra la East 105th Street e la Euclid Avenue, si era radunata una folla di centinaia di persone tra autorità, forze dell’ordine, giornalisti e curiosi. Tutti col naso all’insù in attesa di guardare il momento dell’accensione delle luci di quello strano aggeggio piantato nell’asfalto: il primo semaforo elettrico assoluto della storia che entrava in funzione.   

Quel giorno di agosto del 1914, quelle centinaia di persone erano felici di vedere quel rosso accendersi: proprio quello stesso colore che oggi ci procura stress e guardiamo con ansia. Ma immaginate cosa sarebbero oggi le nostre città se non ci fossero i semafori. Sarebbe praticamente impossibile andare al lavoro o a fare la spesa, uscire per una passeggiata o per una qualsiasi necessità, senza rimanere perennemente bloccati nel caos del traffico. L’ordine alla circolazione è arrivata, nel mondo moderno, grazie a uno strumento che oggi è così comune da venire dato per scontato. Come tutte le cose però, la sua esistenza ha avuto un’origine e una data di nascita ben precisa: il 5 agosto 1914. Il semaforo di Cleveland però, progettato negli Usa, rispetto a quelli odierni aveva delle notevoli differenze. Innanzitutto era composto da due sole luci, una verde e una rossa. E poi era manovrato a mano: era infatti azionato a distanza da un poliziotto attraverso un’apposita cabina di comando.

Quelle luci, alle quali più tardi si unirà anche il giallo, si accenderanno negli anni a venire, sempre più numerose, in tutto il mondo. L’inventore di quella scatola metallica luminosa, che ogni giorno ci dà il via per premere il piede sull’acceleratore o che ci obbliga a schiacciare il freno, è James Hoge. Dopo di lui, il pioniere delle traffic lights, arriverà, sei anni più tardi William Potts, con il primo semaforo automatico, mentre nel 1923 l’afroamericano Garret Morgan brevetterà il terzo segnale luminoso di colore giallo. Una rivoluzione che ben presto si allargherà a macchia d’olio sulle strade di tutto il mondo, a cominciare da New York. Nel Vecchio Continente il primo semaforo si accende nel 1922 a Parigi. Poi, a catena, la novità fa la sua comparsa ad Amburgo, Berlino e Londra.

In Italia occorre attendere il 1925 per vedere in azione il primo semaforo, a Milano, all’incrocio tra piazza Duomo, via Orefici e via Torino. Migliaia accorsero in piazza per assistere all’evento. E subito ci si divise tra chi rimase affascinato da quella “diavoleria che cambia i tempi della città” e gli scettici che sentenziarono impietosi, prendendo però un colossale granchio: “ è un inutile marchingegno che durerà poco...”. Se il semaforo regola il traffico, scarso peraltro negli anni ruggenti, lungo le strade della capitale economica del Paese, Milano, la capitale politica, cioè Roma, non può restare indietro. Così nel 1929, l’ingegner Filippo Ugolini, vice comandante dei Vigili del fuoco, inventore per diletto e ‘padre’ anche del tassametro, si mette all’opera per collaudare anche a Roma quel nuovo strumento, indispensabile per rendere più sicure le millenarie vie consolari. L’esordio, per la verità, come raccontano le cronache dell’epoca, non è dei più esaltanti, causando subito un tamponamento per via del repentino passaggio dal verde al rosso. Accanto al segnale luminoso se ne aggiunge così uno acustico. Ma il continuo scampanellio simile a quello adottato nei passaggi a livello, suscitò le proteste dei residenti. L’idea di fondo, però, è buona e Ugolini continuò caparbiamente a sperimentare prototipi costruiti a sue spese. Finalmente, l’11 gennaio 1934 a Largo Goldoni venne installato un semaforo a più luci, in cui il passaggio dal rosso al verde, e viceversa, è segnalato da una serie di lampadine che si spengono in progressione.

Uno dei più antichi e rudimentali prototipi di semaforo risale invece al 1868: il semaphore di J.P.Knight installato a Londra. All’epoca non esistevano ancora le automobili, e infatti era stato concepito per salvaguardare i pedoni dal passaggio delle carrozze. Al posto delle luci, c’era un palo collegato a un’asta, che indicava il segnale di stop se era perpendicolare, e il via libera se l’asta era in posizione parallela al palo. Di notte il funzionamento era più complicato e decisamente più pericoloso, dal momento che si basava su due lampade a gas di colore verde e rosso che avevano dato luogo a diversi incidenti, e per questo successivamente accantonato. Da notare che anche nel prototipo londinese erano presenti i colori rosso e verde, ma anche a questo c’è una spiegazione: erano probabilmente ispirati ai segnali utilizzati per il traffico marittimo.

Nasce oggi

Federica Pellegrini, nata a Mirano (Venezia) il 5 agosto 1988. Campionessa olimpica e personaggio televisivo di successo, è considerata la campionessa di nuoto più premiata e longeva di sempre. Ha dichiarato: “Io e il mare non abbiamo ancora fatto pace. Ci guardiamo, ma a debita distanza. Io non nuoto dove non vedo il fondo”.