31 dicembre, il giorno dei botti. Sapete che i primi erano in bianco e nero?

Come molte della grandi scoperte, anche quella dei fuochi d’artificio avvenne per caso. Ecco chi li inventò

Firenze, 31 dicembre 2023 - Per festeggiare l'arrivo del nuovo anno ci si prepara ad assistere a incredibili spettacoli pirotecnici di luci e colori, un'arte che coinvolge grandi e piccole città in giro per il mondo. Ma sapete chi furono i primi a inventare i botti? Sono stati dei monaci cinesi intorno all'ottavo secolo dopo Cristo, che in realtà cercavano altro: l’elisir di lunga vita. Presero a mescolare casualmente carbone, zolfo e salnitro, ai quali aggiunsero la polvere pirica. Videro che i fuochi non solo venivano portati ad alta quota grazie a quella polvere nera messa in una canna di bambù, ma si disintegravano in aria attraverso uno scoppio luminoso. Intorno all’anno Mille la dinastia Song già li utilizzava per celebrare feste, ricorrenze e matrimoni, vietandone il commercio agli stranieri. È per questo che per vederli brillare in Europa bisognerà aspettare 400 anni, forse portati dai Mongoli, da Marco Polo o dagli arabi. Certo è che all’inizio venivano utilizzati solo per festeggiare vittorie militari. Conosceranno una diffusione più ampia solo nella metà del Seicento, ma all’epoca lo spettacolo era ben diverso da quello odierno: i primi fuochi d’artificio erano infatti “in bianco e nero”. Ebbene sì, non avevano alcun colore sfavillante. Solo intorno alla metà del Settecento si pensò di aggiungere alla polvere pirica dei sali, come il cloruro di potassio, ed ecco che incominciarono a brillare colorati in cielo. Nasce oggi Sir Anthony Hopkins, che appartiene a quell'esclusivo club di predestinati che festeggiano il compleanno mentre il resto del mondo fa festa a Capodanno. Nato a Margam, nel Galles, il 31 dicembre 1937, il grande attore inglese (ora naturalizzato americano, ma geloso delle sue radici e del titolo di baronetto conferitogli nel 1993 dalla Regina Elisabetta) oggi compie 86 anni. È figlio di panettieri, ha vissuto gli stenti della guerra e della crisi mineraria, è figlio unico ed è stato un bambino scontroso, dislessico e solitario, marcato dalla figura imponente del nonno: anche per questo timido e ribelle ad ogni imposizione. Ha detto: “Dentro ogni donna dorme un angelo, una principessa e un demone. Quella che svegli, sarà quella che avrai”.