Firenze, 12 novembre 2020 - "L'appello ai guariti dal covid-19 a donare plasma, diffuso in questi giorni sui social non è una fake news. E' un'emergenza reale, anche se descritta in maniera non del tutto corretta". Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue della Regione Toscana coglie lo spunto rappresentato dai dubbi di tante persone raggiunte da quei messaggi, per fare chiarezza e lanciare un appello ai potenziali donatori.

Direttrice, c'è bisogno o no, del plasma dei guariti da covid?

"Certo che c'è bisogno. La 'catena' diffusa sui social ha un fondamento. Il plasma delle persone guarite dal virus contiene anticorpi in grado di ridurre le possibilità di aggravamento del quadro clinico degli ammalati".

Quindi serve per evitare il ricorso alla terapia intensiva.

"Esatto. Gli anticorpi possono aiutare l'organismo, se trattato in fase precoce, a difendersi, a rallentare l'aggravarsi delle condizioni. Il Il plasma non è né un vaccino né una terapia. E' un'arma tearapeutica che può dare una mano".

Chi può donare?

"Le persone che hanno donato plasma dopo la prma fase della pandemia, coloro che allora o in tempi più recenti siano stati ricoverati per covid e quidi dimessi perché guariti. Ma anche chi, pur non essendo stato curato in ospedale, sia stato riconosciuto positivo e risultato  negativo al successivo tampone"

E i cosidetti lungopositivi? 

"Sono stati ritenuti idonei a donare".

Altri requisiti?

"Le comuni prerogative del donatore: avere fra i 18 e i 65 anni, pesare almeno 50 kg, essere in buona salute e, se donne, non avere mai avuto gravidanze, nemmeno se non portate a termine".

Una discriminazione..

"E' solo un criterio scientifico: chi è stata incinta sviluppa anticorpi detti 'trali' che possono portare gravi conseguenze a chi soffra di patologie respiratorie: il loro plasma non è utile, anzi sarebbe dannoso per i pazienti di covid. Fermo restando che le donne con gravidanze alle spalle possono utilmente donare plasma per produrre farmaci salvavita e per altre destinazioni".

Altri limiti alla donazione?

"Ce n'è uno, che interviene a posteriori, ovvero dopo che sia stato esaminato il titolo degli anticorpi presenti nel plasma prelevato. Non tutti donatori, pur disponendo dei requisiti esposti in precedenza, hanno plasma con livello di anticorpi tale da essere proficuamente impiegato sui pazienti covid".

Una sorta di mortificazione.

"Infatti, molti arrivano con le migliori ed encomiabili intenzioni di partecipare a una causa importantissima in questo periodo, poi dobbiamo informarli che il loro plasma non è utilizzabile per questo scopo. Ci restano male, anche se il loro plasma resta validissimo per ogni altra destinazione".

Quindi, il ventaglio dei potenziali donatori si assottiglia.

"E' così: fra le varie griglie si arriva a circa venti donatori utili su cento. Per questo, c'è bisogno di un forte concorso di persone che abbiano superato il covid e si mettano a disposizione. Con il plasma di un donatore si praticano terapie a tre pazienti".

Finora, come avete fatto?

"In caso di necessità, per un gruppo sanguigno di cui eravamo carenti, abbiamo utilizzato  sacche giunte dalla Liguria. A nostra volta abbiamo conferito nostre scorte ai colleghi liguri. Fra  regioni è in atto da sempre un meccanismo di scambi e compensazioni".

Come si può donare plasma destinato ai malati di covid?

"Il centro di raccolta non è soltanto a Careggi, ma è presente in ogni area della Toscana. Consultare il sito www.regionetoscana.it/strutturetrasfusionali oppure www.regionetoscana.it/donaresangue. O chiamare il numero 055 4385860".

piero ceccatelli