Renzo Berti, direttore del dipartimento Prevenzione dell’Asl Toscana Centro
Renzo Berti, direttore del dipartimento Prevenzione dell’Asl Toscana Centro

Firenze, 1 ottobre 2020 - Renzo Berti, ex sindaco di Pistoia, è il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana Centro. In prima fila da febbraio scorso per limitare la diffusione del coronavirus tra Prato, Pistoia, Empoli e Firenze. Di lui, super dirigente Asl, si parla anche come possibile prossimo assessore regionale alla Sanità anche se il neo governatore Giani sta vagliando tutte le possibilità per la delega più importante del suo governo toscano.    

Berti, la Regione Toscana  ha intenzione di fare interventi restrittivi  tipo quelli attuati a Massa dove la mascherina è obbligatoria sempre all'aperto o qualche altro tipo di prevenzione anti Covid di massa oltre i provvedimenti adottati finora?
"Al momento mancano i presupposti per interventi di questo tipo. Teniamo presente che in Toscana nelle ultime ore  abbiamo 120 casi ma ciò corrisponde a circa l’1,6% sui tamponi diagnosticati (a febbraio eravamo intorno al 22%) e più della metà sono asintomatici"
 



In Italia si parla di riattivazione di terapie intensive per fronteggiare una possibile nuova ondata emergenziale Covid in autunno. La Toscana che scenario offre per la cura specialistica d'emergenza?
"Non sono mai state dismesse nei nostri ospedali toscani ma oggi ospitano solo cinque pazienti negli ospedali dell'Asl Toscana centro e 22 in tutta la Toscana".
 

La scuola. Dopo le prime tre settimane dall'avvio dell'anno di studio come sta rispondendo?
"La scuola sta rispondendo bene, il personale dimostra grande attenzione e anche i percorsi si stanno assestando. Certo la sensibilità è alta e si traduce in un significativo numero di bambini che vengono isolati e poi rinviati a domicilio perché presentano qualche sintomo. Le quarantene nel mese di settembre hanno coinvolto 33 classi ma nessuna scuola è stata chiusa".
 

Anziani e contagio. Siete preoccupati per l'autunno?
"Lo scenario autunnale è preoccupante soprattutto perché con il freddo cresceranno le patologie stagionali e l'esigenza di diagnosi differenziali".
 

A proposito di diagnosi differenziali parliamo di influenza e della  vaccinazione. L'invito è a fare il pieno di vaccinati nelle categorie deboli a partire dagli over 60?
"E' di fondamentale importanza una larga adesione alla campagna vaccinale. È stato acquistato dalla Regione Toscana il 50% di dosi in più rispetto all'anno scorso e la distribuzione avverrà tramite le farmacie territoriali".
 

Farmacie sguarnite. La Regione promette che nessuno resterà senza vaccino. Vero?
"Non credo che ci saranno carenze".