Sansepolcro senza presidente. Lacrimini: "Non torno più"

Un mese e mezzo fa le dimissioni del numero uno che parla per la prima volta "Presto cederò anche le mie quote. Alcune scelte fatte con troppa fretta".

Sansepolcro senza presidente. Lacrimini: "Non torno più"
Sansepolcro senza presidente. Lacrimini: "Non torno più"

di Claudio Roselli

"Non faccio un passo indietro; anzi, nei prossimi giorni cederò anche le mie quote".

Giorgio Lacrimini (nella foto) stato chiaro: vuole lasciare definitivamente il , dopo essere stato una storica "bandiera" da giocatore e dopo aver ricoperto il ruolo di presidente per tre anni e mezzo. Le sue dimissioni da massimo dirigente sono state l’ultima "scossa" dell’autentico terremoto che si era scatenato lo scorso 17 ottobre, quando saltarono le teste del direttore generale Giovanni Guerri e del responsabile dell’area tecnica, Maurizio Falcinelli. E da 45 giorni (il che non è certo il massimo per l’immagine stessa della società), il Vivi Altotevere non ha ancora un nuovo presidente, anche perché ai ripetuti inviti rivoltigli in questo lasso di tempo Lacrimini ha sempre risposto "picche".

A quando allora l’attesa fumata bianca? E perché questo allungamento dei tempi? I tifosi in primis attendono una spiegazione, la stessa che l’ex presidente oggi fornisce sulla sua decisione di aver lasciato la presidenza: "In una situazione nella quale si sarebbero potuti portare avanti programmi importanti e far crescere i giovani – dichiara Lacrimini – qualcuno è stato assalito dalla fretta quando invece, a mio avviso, erano opportuni equilibrio e competenza. Nell’ultima settimana del mio mandato non ho più rilevato queste prerogative, in base alle prese di posizione tenute da qualcuno. Non condividendo questa linea operativa, mi sono allora fatto da parte".

Sulla sua uscita c’entra anche l’allontanamento di Guerri? "Sì, non lo nego: averlo estromesso è stato un errore. Ho vissuto una vita con il e ricordo bene come determinate situazioni venivano gestite, tanto che i provvedimenti presi un mese fa sono stati in netto contrasto con la tradizione di una società abituata a valutare e a ponderare a mente fredda e lucida; anzi, spesso proprio questo atteggiamento aveva alla fine dato ragione alla dirigenza. Capisco poi che se i risultati non arrivano, a pagare siano sempre chi ha costruito la squadra e chi l’ha guidata, ma penso che sarebbe stato meglio mettere mano all’organico".

E quindi di Giorgio Lacrimini presidente proprio non si parlerà più?

"Ho vissuto una parentesi importante, nella quale io i miei collaboratori abbiamo cercato di operare nel migliore dei modi, conquistando in maggio una vittoria di campionato maturata persino prima del previsto; ora tuttavia rimango fermo nelle mie posizioni, augurandomi che qualcuno possa avvicendarmi al più presto: credo oltretutto che fare il presidente del debba essere un onore. Mi piange il cuore non poter venire più al Buitoni, ma dentro di me provo strane sensazioni".

Questo , che al momento va avanti a forza di pareggi, riuscirà a salvarsi? "Sì, a patto che prenda 2-3 giocatori di categoria, potenziando il centrocampo e soprattutto l’attacco. Penso che vi siano squadre che stanno peggio della nostra".

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