Il sindaco Ghinelli
Il sindaco Ghinelli

Arezzo, 28 maggio 2019  - E’ UN GIOCO di società, d’accordo, ma ha un suo fondamento di realtà. E se le elezioni europee fossero state le Comunali per la conquista di Palazzo Cavallo che ci saranno fra un anno, giusto di questi tempi? Bene, il centrodestra sarebbe arrivato, grazie all’exploit dalla Lega, a un passo dalla vittoria al primo turno: 49,3%. Quasi undici punti in più rispetto alle politiche del 4 marzo, sempre grazie al balzo in avanti del partito di Salvini, addirittura tredici punti in più di quanto Alessandro Ghinelli raccolse al primo turno del 31 maggio 2015.

Il tutto, ovviamente con una profonda redistribuzione di forze, già sottolineata dalla testa più fine del leghismo aretino, Tiziana Nisini: Forza Italia dimezzata, Fratelli d’Italia che cresce sia pure di poco, la Lega che quadruplica i consensi sul 2015 e quasi li raddoppia nel confronto col 4 marzo. Il che le garantirebbe, al netto della lista civica personale del sindaco che probabilmente drenerà voti un po’ a tutti, il gruppo consiliare di gran lunga più forte.

Molto più accidentato il percorso del centrosinistra, che si fermerebbe al 33% (somma dei voti di Pd, Più Europa e verdi) o al 35, se si aggiunge anche La Sinistra di Fratoianni. Un po’ in ripresa rispetto al fondo toccato un anno fa alle politiche, il 31,7 per cento, ma ancora sideralmente lontano dal 44,2 di Matteo Bracciali nel primo turno del 2015, che peraltro non fu sufficiente a vincere. Il gap ancora da colmare col centrodestra è di ben 14 punti, non è un caso che i dirigenti dem parlino di punto di partenza per risalire ma certo non di arrivo.

Ora come ora, comunque, stando ai numeri usciti dalle urne non ci sarebbe quasi partita, il che in una roccaforte ex rossa non è molto confortante per la sinistra. Poi le comunali (lo si è visto anche stavolta nello spettacolare voltafaccia fra Europee e amministrative del giorno dopo) hanno una logica tutta loro, nella quale contano fattori locali e forza dei candidati.

DOV’È ALLORA che i rispettivi schieramenti devono lavorare nei prossimi dodici mesi? Un po’ paradossalmente, ma è un paradosso che vale in tutta Italia, le cinture di periferie che erano il punto di forza del centrosinistra, sono diventate un baluardo di destra, in particolare della Lega, che ovviamente dovrà crescere in classe dirigente, come si può constatare nel ribaltone di voti fra Europee della domenica e sindaci del lunedì che è avvenuto in Valdichiana e Casentino. Meno in Valdarno, dove il Pd ha tenuto il primo posto anche nell’elezione più politica.

Guardiamo al voto per zone nel capoluogo. I democratici si mantengono in linea con la loro media cittadina (il 27,5) o addirittura la superano nei quartieri borghesi e di ceto medio, dal Giotto al centro storico. Vanno bene anche in alcune aree popolari che ormai tendono alla piccola borghesia come Fiorentina, Pescaiola e un pezzo di Saione. Il partito insomma si imborghesisce e cresce nella città più affluente per poi crollare nella cintura. I numeri di Tortaia, della parte più disagiata di Saione, la vera e propria casbah dell’immigrazione massiccia, e di molte frazioni sono brutti assai. Il Pd perde a San Leo, Quarata, Olmo, Policiano. A Vitiano cade addirittura al 19%.

SONO I VOTI, appunto, che transitano alla Lega, la quale proprio in quelle stesse periferie supera spesso il 40%. Un vero e proprio cambio della guardia, con la radicalizzazzione a destra dell’elettorato che soffre più la crisi economica, il microcrimine d’immigrazione (soprattutto spaccio e furti), la questione della sicurezza percepita, la concorrenza con gli immigrati. Se il Pd non ’arresta l’emoraggia, difficile sperare di colmare il gap. Forza Italia e Fratelli d’Italia, invece, ottengono i risultati migliori al Giotto e nel centro storico. La corsa a Palazzo Cavallo è ancora lunga e complessa.