Bandini
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Arezzo, 17 aprile 2020 - Il mondo della cultura è tutto fermo. Sono chiusi i teatri, non si può andare ai concerti, non ci sono locali dove ascoltare musica o un monologo. Ma sono ferme anche tutte le manifestazioni storiche, momento di aggregazione per eccellenza, e non si sa quando sarà possibile partecipare di nuovo a una sfilata o a un torneo cavalleresco. Ne abbiamo parlato con Alessio Bandini, coordinatore delle trentanove associazioni e manifestazione storiche della provincia di Arezzo nel Comitato Storico Regionale: «L’impatto per il nostro mondo è devastante. Tutte le manifestazioni comprese tra marzo e giugno sono ferme, sospese o annullate. Non sappiamo cosa ci aspetta da luglio in poi, ma se le norme sul distanziamento sociale saranno ancora in vigore, nemmeno a luglio si potrà ripartire». E a proposito del ruolo sociale di questi eventi, Bandini aggiunge: «In virtù di un forte senso di appartenenza, molti iscritti alle associazioni storiche si sono prodigati durante questa emergenza. Alcuni si sono organizzati per distribuire le mascherine, altri per portare la spesa alle persone più fragili, altre hanno dato una mano ai Comuni». Ma anche per le associazioni ci sono problemi di tipo economico: «Soprattutto per quelle che devono pagare l’affitto di una sede. Non ci sono entrate ma le spese sociali, l’assicurazione, devono essere pagate e questa situazione rischia di essere un problema». E il rischio di avere di problemi è concreto anche per il ‘dopo’: «Mi domando cosa accadrà quando ritorneremo alla normalità o a qualcosa che le somiglia. Ripartire non sarà banale, bisognerà riprendere gli allentamenti, l’organizzazione. E anche dal punto di vista economico ci saranno problemi. Se gli enti avranno dei contributi saranno destinati sociale. Anche se, a parer mio, investire anche in cultura, movimento, aggregazione aumenta il benessere delle persone»