REDAZIONE AREZZO

Sotto l’albero A1 in tilt. Pieno anche il Baldaccio

Code per l’accesso al casello, raccordo a passo d’uomo, sosta a dura prova. Esauriti i posti al Palaffari, bene le navette. Gruppi a piedi da via Fiorentina. .

Automobilisti in coda agli ingressi dei parcheggi e sul raccordo dell’Autosole

Automobilisti in coda agli ingressi dei parcheggi e sul raccordo dell’Autosole

"Coda in entrambe le direzioni all’uscita di Arezzo". Il messaggio della Società Autostrade viene rilanciato da Isoradio e rimbalza dai tetti della città. I turisti arrivano stremati per l’attesa, gli organizzatori gongolano per la conferma definitiva del successo di una formula. Una formula ideata da Confcommercio per il nucleo forte, il villaggio tirolese, e non solo ma sulla quale il Comune e la Fondazione Intour hanno scommesso con coraggio, facendone mai come quest’anno la festa più importante del centro Italia, tra le più affollate dello stivale. Il prezzo, certo, non è irrilevante. Il collo di bottiglia dell’autostrada si riverbera su un raccordo che paga ritardi antichi: forse l’unico a due corsie di marcia, un handicap che gli amministratori di tutti i colori hanno posto spesso e volentieri nelle stanze romane. In centro il nodo si stringe oltre ogni misura. Traffico rallentato sui viali urbani, con punte record in via Pier della Francesca, a ridosso della deviazione verso via Petrarca. Infiniti giri intorno ai parcheggi, in attesa di un varco nel quale infilarsi. Pieni Cadorna, Eden e via Pietri ma al tutto esaurito anche Mecenate e Baldaccio, i cui 800 posti mai come ieri sono stati gettonati. I display elettronici segnano "zero" posti in tutte le aree della sosta. Via Porta Buia si trasforma nel sentiero della speranza. Gli addetti di Atam interpretano con intelligenza il loro compito, chiudono con una transenna l’accesso all’ex Cadorna solo quando la coda impalli la strada di fronte. Cadorna con 50 posti in meno, causa un cantiere, e vengono esaurite anche le piazzole del Palaffari, collegate al centro da navette che fanno l’elastico in tempo reale, grazie all’accordo con Autolinee Toscane. Ci sono gruppi che addirittura si mettono in marcia a piedi su via Fiorentina e via Marco Perennio. I camper arrivano in forze da mezza Italia, contendendosi piazzole sempre limitate malgrado l’aumento di spazi. Circa 60 bus rovesciano comitive su comitive, il simbolo di un turismo di massa che per la prima volta sbanca Arezzo. C’è chi si rassegna, chi brontola, chi perfino gira la macchina e se ne va. Non troppi, tuttavia, a giudicare dal centro trasformato in un gigantesco ristorante a cielo aperto: i gradini, i muretti, le botti tirolesi diventano sedute sulle quali improvvisare il pranzo di famiglia. Code anche ai bus natalizi che circolano in centro e dai quali sbucano i volti della festa.

La rete dell’accoglienza a dura prova, i bar hanno assunto e rafforzato il personale ma ce ne vorrebbe il doppio per gestire chi sceglie Arezzo come meta dell’anno. Chi si vede respinto in Porta Buia non molla, fa un altro giro e tenta di risalire la strada da Porta San Lorentino. I mendicanti presidiano il centro e tutti i parcometri, sperando che una delle monetine rotoli nel loro cappello. Solo in tarda serata la morsa si allenta, i parcheggi si diradano, le code si allentano. Ma per poco: perché giovedì riparte la festa.

Lucia Bigozzi