Rufus, un lavoratore stagionale nigeriano
Rufus, un lavoratore stagionale nigeriano

Arezzo, 19 gennaio 2020 - C’è un angelo custode davanti alla Pam di Tortaia. Ha trent’anni, viene dalla Nigeria e si chiama Rufus. Questo ragazzone ieri mattina ha preso un ladro che aveva appena rubato all’interno del supermercato, rimediando anche una manata. Secondo le prime notizie, il ladro sarebbe originario dell’Est Europa e avrebbe cercato di portar via alcuni prodotti di bellezza.

E probabilmente ci sarebbe riuscito se sul suo cammino non avesse trovato Rufus. Già questa da sola sarebbe una notizia se non fosse che, dopo una chiacchierata all’interno del negozio, si viene a sapere che non è la prima volta che il trentenne interviene per fermare i ladri che provano a portar via la merce dal supermercato. «Lui è un ragazzo bravissimo – spiega una donna all’interno della Pam – viene qui ogni tanto ed è come avere un servizio d’ordine. Eccolo è là fuori, quello con lo zaino».

In effetti Rufus del bodyguard ha anche il fisico. Staziona qualche volta davanti all’entrata del negozio, saluta i clienti che entrano ed escono senza chiedere niente, qualche volta si avvicina qualcuno allungandogli qualche spicciolo. «Grazie signora», sono le sue prime parole quando si avvicina. L’italiano non è perfetto ma Rufus si fa capire: «Questo non è il mio lavoro – tiene subito a precisare – io faccio la raccolta delle mele, a Camucia. Però quando finisce è un problema. È difficile trovare lavoro qui in Italia e devo pur mangiare qualcosa».

All’inizio sembra incredulo di fronte all’idea di un’intervista ma l’atteggiamento guardingo si dissolve mentre racconta come ha fermato il ladro capitato nel negozio ieri mattina: «Lo avevo già visto in giro e quando l’ho visto uscire dal supermercato sono stato attento a cosa faceva. Aveva qualcosa sotto il braccio, perciò l’ho chiamato: ’hey, vieni qua, che hai lì?’, gli ho detto.

Ma lui è andato via senza rispondere, allora l’ho raggiunto, l’ho afferrato qui (indica la parte inferiore della giacca nda) e gli ho detto di nuovo: che hai preso? Ma lui si è messo a gridare di lasciarlo stare e allora l’ho bloccato. Mentre lo tenevo lui provava a scappare e mi colpiva».

Per rendere al meglio la descrizione, Rufus mima tutti i movimenti, comprese le botte che il ladro prova a dargli per cercare di liberarsi. Poi prosegue il racconto: «Dentro al supermercato hanno visto tutto, allora sono usciti e lo hanno fermato anche loro: nella giacca aveva cinque creme. E poi è arrivata la polizia». Chiediamo se è vero che anche altre volte ha sventato dei furti al supermercato, lui risponde semplicemente «sì sì», senza aggiungere altro, come se quelle sue buoni azioni fossero una cosa come un’altra, niente di cui fermarsi a parlare.

Ancora qualche minuto di chiacchierata, con Rufus ormai un po’ più a suo agio, e veniamo a sapere che il ragazzo abita a Monte San Savino, fa lavori stagionali e non ha figli «solo la mia mamma in Africa», spiega con un lampo di malinconia negli occhi. Gli piacerebbe lavorare in maniera continuativa, dice, e riuscire a mantenersi.

Un lavoro sicuro? La risposta è un lungo sospiro seguito da un «eh...». Eppure Rufus ha ancora gli occhi pieni di speranza. Mentre parliamo si avvicina un uomo, forse un cliente abituale del supermercato, con qualche spicciolo in mano.

«Lo sa che questo ragazzo oggi ha sventato un furto nel supermercato», chiediamo. L’uomo sorride e conferma «È un bravo ragazzo». Anche Rufus sorride. Chissà che le sue buoni azioni non gli sembrino più tanto insignificanti.