Arezzo, 11 giugno 2018 - «Tentato omicidio»: è l’accusa con la quale ha passato la notte in una cella di sicurezza un giovane di Montevarchi dopo un incredibile episodio avvenuto davanti a una scuola della città valdarnese. E della scuola era appunto l’ultimo giorno quando l’arrestato, 32 anni, è passato in auto davanti all’istituto Varchi e si è messo a insultare e offendere un gruppo di ragazze ferme ai lati della strada.

In loro difesa, nel frattempo, sono sopraggiunti altri giovani che inizialmente prima hanno cercato di far desistere il trentenne. Ma la discussione è presto degenerata, i toni si sono alzati ed è partita anche qualche pedata a danneggiare le carrozzerie delle automobili.

E qui è accaduto il patatrac. Ormai fuori controllo, il giovane è risalito in macchina, ha ingranato la retromarcia come per prendere la rincorsa, e ha dato gas cercando di travolgere i rivali. Provvidenzialmente, loro si sono scansati e la folle accelerata dell’auto si è spenta contro l’altra macchina.

Per caso c’era sul posto un poliziotto libero dal servizio ed è stato grazie a lui se non è successo di peggio. Intanto ha evitato che il gruppo dei ragazzi inferociti si scatenasse contro il potenziale investitore, ospitato nella propria auto. Poi ha chiamato i rinforzi, subito accorsi dal vicino commissariato assieme ai carabinieri e agli agenti della municipale.

Nei confronti del trentennne valdarnese, che si è difeso dicendo di essere stato accecato dall’ira, è scattato immediato l’arresto e la prima ipotesi accusatoria è quella di tentato omicidio. Oggi il magistrato di turno, Julia Maggiore, valuterà gli atti per confermare o meno l’accusa originaria.