Arezzo, 11 luglio 2018 - Il titolo è anodino, «I servizi pubblici italiani, guardiamoli in prospettiva».Molto più delle ambizioni che ci stanno dietro e che è facile notare in trasparenza: una multitutility, una delle più grandi della Toscana, che si guarda intorno nella speranza di diventare grande, un disegno che si incrocia con un gigantesco riassetto della politica locale, in particolare di quella dei sindaci che sono emersi dalle ultime elezioni, dal 2015 in avanti, quasi tutti di centrodestra, in piena rottura di continuità con una tradizione di sinistra o centrosinistra che viene (veniva) da lontano.

E’ questa la chiave per leggere il convegno organizzato per oggi al Palaffari da Estra, il gigante del metano che aspira a diventare tale anche in altri settori di servizio, dall’acqua ai rifiuti e all’energia. Come la lombarda A2A, l’emiliana Hera, la ligure-piemonteseemiliana Iren, la romana Acea, tutti colossi quotati in borsa, dove si appresta a sbarcare anche la società consortile pratese controllata dalla locale Consiag, dall’aretina Coingas e dalla senese Intesa.

Un obiettivo per il quale Estra conta di essere il partner industriale della politica e in particolare del partito dei sindaci, che oggi saranno il cuore del parterre des rois radunato al Palaffari: saranno in sei, uno solo dei quali di centrosinistra, il pratese Matteo Bifoni. Poi la Santa Alleanza dei colleghi di centrodestra, in ordine di elezione: l’aretino Alessandro Ghinelli, il grossetano Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il pistoiese Alessandro Tomasi e l’ultimo arrivato, il senese Luigi De Mossi appena eletto. Ci sarà anche l’assessore regionale Federica Fratoni, avrebbe dovuto esserci il neoministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, sostituita in extremis dal deputato di Forza Italia Maurizio D’Ettore.

Sarà l’occasione per presentare il sondaggio che Estra ha commissionato all’istituto di Nicola Piepoli sul gradimento dei servizi fra i cittadini: se ne conoscono già le linee generali, soddisfazione per la qualità delle prestazioni, un forte malumore per le tariffe, considerate troppo alte. E’ il risultato delle politiche scelte dalle società che finora hanno gestito i vari settori, incrocio fra privati (che hanno preso il sopravvento, soprattutto con le multinazionali come Suez, dominatrice nell’acqua) e le antiche amministrazioni di centrosinistra.

Estra si propone come alternativa, il partner privato che aiuta il pubblico a recuperare il controllo e a gestirlo industrialmente. I sindaci, a cominciare da quelli di centrodestra, sembrano gradire: non per niente il primo a proporre il gigante del metano è stato Ghinelli. E’ lo schema che già si delinea per rovesciare gli equilibri in Sei Toscana, che proprio oggi tiene una drammatica assemblea dei soci a Siena, ma potrebbe essere replicato per l’acqua. Francesco Macrì, il presidente proveniente da Fratelli d’Italia, dice nel fondo a fianco «con spirito di servizio». Estra punta a tutto ma in punta di piedi