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4 mag 2022

Bambini con due famiglie "L’affido è una ricchezza"

Due storie di coppie che hanno deciso ospitare neonati per crescerli. Difficoltà nella gestione che si dissolve grazie all’aiuto dei centri di accoglienza

4 mag 2022
angela baldi
Cronaca

di Angela Baldi

Fiorella e Alessandro sono genitori affidatari dal 23 settembre 2017. Il giorno d’ingresso in famiglia dei loro gemelli che oggi hanno 6 anni, lo tengono a mente come il compleanno. Sono una delle decine di famiglie che ad Arezzo hanno deciso di accogliere minori provenienti da altre famiglie. Per tutti i bambini con due mamme oggi si celebra la giornata degli affidi, sono trascorsi 39 anni dal 4 maggio ‘83, quando la legge ha regolamentato l’affidamento familiare, per porre rimedio a situazioni di temporanea inabilità dei genitori naturali a prendersi cura dei propri figli, offrendo ai minori contesti idonei in cui crescere e prevedendo aiuti per la famiglia d’origine. E’ quello che ad Arezzo fa il Centro Affidi del Comune coordinato da Maurizio Bigi, che promuove l’affidamento familiare, reperisce famiglie e singoli disponibili, organizza momenti di incontro tra famiglie e gruppi di auto-aiuto, cura gli abbinamenti coi minori che servizi sociali e tribunale propongono. "Siamo diventati genitori affidatari il 23 settembre 2017 – dice Fiorella - ma il percorso coi servizi sociali è iniziato prima, come quello conoscitivo con i bimbi.

E’ un classico affido che viene chiamato temporaneo ma che temporaneo non è, perché raramente i minori affidati rientrano in famiglia d’origine e il nostro è un caso "sine die". Non è neanche un’adozione mite, perché i genitori naturali ci sono e devono mantenere contatti coi bambini mensilmente". La decisione di accogliere e allargare la famiglia dopo l’adozione. "Abbiamo aperto le porte a 2 gemelli di 20 mesi, che hanno appena compiuto 6 anni. E’ l’età che aveva mia figlia quando sono arrivati – dice Fiorella – conoscevamo le difficoltà, ma volevamo condividere l’abbondanza ricevuta con chi aveva bisogno. Così ne abbiamo parlato con nostra figlia adottiva, avuta alla stessa età dei gemelli. Lei desiderava un fratellino, ma eravamo preoccupati che in qualche modo soffrisse nel rivivere la sua storia e la ferita dell’abbandono.

Ma l’affido si è rivelato una ricchezza, nostra figlia ci ha accompagnato in istituto a conoscere i bimbi, ha avuto modo di capire perchè alcuni bambini possono essere allontanati dalla famiglia. Succede quando alcuni genitori non ce la fanno, o non sono capaci, ma non hanno colpa. Accogliere un bambino in affido significa accogliere anche i loro genitori naturali con cui avranno sempre legami. Un consiglio a chi desidera aprirsi all’affido?

Condividere l’esperienza con chi vive la tua situazione, formarsi e informarsi, ci ha aiutato l’associazione famiglie per l’accoglienza". Benedetta e Alessandro vivono ad Arezzo con due figli biologici e una affidataria: "Dopo il primo figlio biologico il secondo non veniva e abbiamo pensato all’adozione, invece ci ha chiamati il tribunale dei minori per un affido, solo dopo è arrivato il secondo figlio biologico. La bimba aveva 2 anni e mezzo quando è stata affidata, oggi 14enne. Sa di avere due mamme, vede mensilmente quella biologica che nonostante problemi di salute e fragilità è riuscita a mantenere contatti. Quando sei genitore affidatario hai il compito di accompagnare il bimbo anche a far pace con la sua storia, ciò significa accogliere i genitori d’origine coi loro limiti".

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