Un momento della superperizia sul viadotto Puleto della E45
Un momento della superperizia sul viadotto Puleto della E45

Arezzo, 19 maggio 2019 - IL VIADOTTO Puleto della E45, che per mesi ha dominato le cronache, anche quelle nazionali, è più desaperecido delle vittime di qualche regime sudamericano. Eh sì, la promessa era quella di riaprirlo anche al traffico pesante entro marzo, magari di riportare a quattro corsie il traffico leggero in tempi brevi, ma gli impegni, come le chiacchiere, se li porta il vento.

Sta di fatto che del ponte, strategico per la sua posizione al confine fra Toscana e Romagna, in una zona in cui non esiste viabilità alternativa, se non qualche tratturo di montagna, si sono perse le tracce dall’11 aprile, giorno dell’ultimo sopralluogo del professor Claudio Modena, il superperito incaricato dal Gip, e dei suoi consulenti di parte. Poi più niente, solo un silenzio assordante nel quale nessuno riesce a farsi un’idea di quanto potrà accadere sulla superstrada più lunga e più maledetta d’Italia.

Da allora l’unica certezza è che ognuno cerca di schivare il balletto delle responsabilità. L’Anas spiega che non può riprendere i lavori di consolidamento del ponte senza l’autorizzazione della magistratura, la procura che non può dare il via libera ad alcunchè fino a quando non riceverà dall’ufficio Gip la relazione di Modena, il quale da parte sua ha fatto sapere ad Anas che ha bisogno di compiere ulteriori esami strumentali in ooco. Probabile quindi che ci sia almeno almeno un altro sopralluogo sul posto. Ma quando? Per ora nessuno ha notificato niente, teoricamente i 60 giorni concessi dal giudice per la superperizia scadono il 27 maggio, ma ci sta a questo punto che venga chiesta una proroga.

Resta dunque l’ostacolo Puleto, circa 200 metri, ma sufficienti a tagliare in due l’Italia, perchè dal 16 gennaio i Tir sul viadotto non possono viaggiare, con un danno per l’economia locale che ormai è di decine di milioni. FONTI DI palazzo di giustizia spiegano come la procura si sia già mossa con il Gip Piergiorgio Ponticelli per capire se almeno Modena considera conclusi i sopralluoghi. In quel caso, infatti, l’Anas potrebbe essere autorizzata a ricominciare i lavori, interrotti per non alterare lo stato dei luoghi. Il giudice ha sollecitato il suo perito, ma per ora non ci sono risultati. Il bello è che per paradosso tutto ciò è il frutto dell’incidente probatorio chiesto proprio dagli indagati dell’Anas (sono accusati dell’omessa manutenzione) al posto del meno garantista ma più veloce accertamento tecnico affidato direttamente ai consulenti del Pm. In Italia può capitare anche questo, che il diritto alla difesa vada a intralciare quello alla celerità dei cantieri.

COMUNQUE sia, giunto a questo punto, cioè al 19 maggio, pare difficile che gli operai possano tornare al lavoro in tempo per il prossimo ponte primaverile, quello del 2 giugno, considerati tutti gli adempimenti giudiziari e burocratici necessari alla ripresa del centiere. E inevitabilmente due ombre pesanti si allungano sulla E45. Da un lato crescono a dismisura i tempi di riapertura ai Tir, che nella peggiore delle ipotesi potrebbero restare interdetti per tutta l’estate. Dall’altro, è quasi impensabile che il traffico leggero possa tornare a quattro corsie per la stagione balneare. Raggiungere l’Adriatico lunga la superstrada sarà un’odissea ancor più che negli anni precedenti, anche considerato che sono stati affidati i lavori pure sul vicino viadotto Tevere IV, un altro ponte in pessime condizioni. Il mare degli aretini, e non solo degli aretini, è sempre più un miraggio. In Riviera si allungano i musi di chi vive di turismo.