Perugia, 27 marzo 2017 - SONO entrati sulle note di ‘Strada facendo’ di Claudio Baglioni. L’ex premier Matteo Renzi, prima di andarsi a sedere in mezzo agli universitari che poi hanno preso la parola, si è messo sull’attenti davanti alla platea di studenti. E’ stato il ministro per l’agricoltura, Maurizio Martina, a introdurre l’intervento di Renzi all’incontro ‘Generazione Erasmus’ che si è tenuto ieri pomeriggio al 110 Caffè di Perugia.

«I RISULTATI che arrivano dai circoli – ha detto – sono molto positivi. Tanta gente sta partecipando e in molti scelgono la nostra proposta. Credo che gli iscritti stiano premiando la nostra volontà di fare squadra e il lavoro di ascolto e dal basso che abbiamo promosso, non con un click come fa qualcuno». Poi è la volta degli studenti che parlano di medicina, di Europa, di made in Italy e pongono domande ai due ospiti. E quindi, è il turno del mattatore che, tra una battuta e una stoccata ad avversari interni ed esterni al Partito democratico, tiene banco per oltre 45 minuti.

PARLA di tutto o quasi, Renzi, a partire ovviamente dal congresso: «Qualcuno non è più abituato a quello che stiamo facendo noi, che invece è una cosa bellissima perché vuol dire che un partito, anziché stare solo a parlare nei palazzi romani, online, o in una villa brianzola, dialoga con la propria base, democraticamente». E, proprio sulla democrazia, ironizza: «Non vi stiamo raccontando che il Pd è l’eden, anzi, come sapete, qualcuno questo elemento democratico lo ha preso così tanto sul serio che è uscito dal partito, e nel Pd forse c’è anche troppa democrazia, ovviamente scherzo, la democrazia non è mai troppa».

NON MANCA l’Europa nel suo discorso: «Se ce la mettiamo tutta – dice – la cambiamo davvero dopo 10 anni di scelte economiche devastanti come l’austerity». E, nel cambiamento, l’ex premier vorrebbe che «a Bruxelles si inizi a sentir dire ‘ce lo chiede l’Italia’», perché «il tempo in cui si diceva solo ‘ce lo chiede l’Europa’ è finito».

ACCENNA anche allo scottante argomento della banche e dice: «Non vedo l’ora che facciano questa commissione d’inchiesta perché non ho dei sassolini nelle scarpe, ho proprio una cava». Sono passate da poco le 19 quando l’ex premier si congeda dalla platea di circa 200 persone. Non prima di un diluvio di selfie e di strette di mano con «Matteo».