Perugia, 28 febbario 2017 - Ilaria caporali  ha 34 anni e nonostante la giovane età è già a capo della Liomatic spa di Balanzano, un’azienda con 500 dipendenti e nove filiali sparse per l’Italia, leader nel settore della distribuzione automatica per il servizio ristoro. Imprenditrice con studi umanistici, la laurea in Scienze della comunicazione e il master in gestione delle risorse umane, le sono tornati utili sul campo, visto che è sua la responsabilità in azienda di tutto il personale. Alla Liomatic, fondata dal padre Paolo nel 1973, lavora anche la sorella Camilla e la madre che occupa la poltrona della presidenza. Ilaria in questi giorni è stata eletta alla guida del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Umbria. 
 

Ilaria, imprenditori si nasce o si diventa? E soprattutto cosa mette di «suo» in azienda? 
«Di sicuro non ci si può improvvisare, anche se la vocazione in parte è già nel dna. Io ho iniziato facendo la gavetta, sono partita dal basso, ho concluso il mio percorso di studi rispettando tutte le tappe. Poi è arrivato l’incarico di amministratore delegato. Non è stato semplice arrivare al vertice: donna, giovane, figlia del fondatore. Mi hanno aiutato molto la tenacia e il senso di responsabilità». 
 

Lei è moglie e madre di due bambini: come concilia il privato con il lavoro? 
«Bisogna sapersi organizzare, anche se non è sempre facile mettere in fila tutte le pedine. Mio marito, i nonni e una baby sitter fanno il resto».
 

Si parla molto di welfare aziendale, la Liomatic a che punto è in questo percorso? 
«Nel piano industriale abbiamo inserito diversi punti che andranno a beneficio dei dipendenti. Tra le ipotesi ci sono la stipula di convenzioni con i nidi, l’attivazione di servizi di baby sitting. Metteremo in pratica anche sul fronte retributivo tutte quelle agevolazioni previste dalla legge». 
 

Che orari fa?
«Non c’è una regola. Nei momenti di punta entro alle 8 di mattina ed esco alle 8 di sera. Ma ci sono anche dei giorni in cui riesco a ritagliarmi un po’ di tempo libero per me e la mia famiglia. Penso che in tutte le aziende ormai sia più importante la qualità che la quantità della presenza». 
 

Quali sono i doveri dell’imprenditore? 
«Volontà e coraggio di far crescere i propri manager e dipendenti, perché serve all’azienda stessa per competere efficacemente e distinguersi dai concorrenti sul mercato. Rivolgere attenzione al proprio personale, vuol dire valorizzare il capitale umano di un’impresa, vuol dire formare i collaboratori attuali, ma vuol dire anche cercare nuovi talenti, farli crescere e motivarli».