Perugia, 9 settembre 2017- Il caschetto in testa, le scarpe da ginnastica colorate e l’allegria dei suoi otto anni. Ma il sorriso del piccolo rugbista si spezza di colpo davanti al lucchetto chiuso all’ingresso del campo da gioco in erba: «Perché noi non possiamo entrare?», chiede. Il baby-giocatore fa parte del «Rugby Perugia Junior», club che ha cominciato da poco la nuova stagione, ma già si trova a dover affrontare la partita più importante: quella per l’impianto a Pian di Massiano. «Non possiamo utilizzarlo e siamo costretti ad allenarci su spazi di fortuna, senza docce. Così non si può andare avanti», è la protesta del presidente Federico Baldinelli. Che attacca: «Il gestore provvisorio, cioè il Rugby Perugia Asd, ha dapprima impedito del tutto l’ingresso in campo della neonata squadra Under 14 nelle ultime due settimane di agosto, quindi ha fatto lo stesso con il Minirugby – protesta Baldinelli –. Martedì ci ha negato l’uso degli impianti in erba (baseball incluso), relegando il rugby di bambini dai 4 agli 11 anni sul campo di allenamento laterale, che è in terra battuta».

Così i piccoli atleti «sono costretti a giocare su un terreno duro come pietra, polveroso e pieno di arbusti ed erbacce, frutto di mesi di non manutenzione», sottolinea il presidente. «Il tutto – continua – mentre il resto della struttura è contemporaneamente vuoto, alla faccia del principio del massimo utilizzo che governa le concessioni di impianti pubblici, della trasparenza e dell’imparzialità». Anche ieri, racconta ancora, i «ragazzi hanno trovato il campo inaccessibile... ». E in gioco viene chiamata anche l’amministrazione comunale: «L’aspetto più triste della vicenda è l’assoluta inerzia del Comune che, nonostante innumerevoli scambi epistolari, mail, diffide, incontri e promesse, nulla ha fatto per scongiurare questo arbitrio che riteniamo essere senza precedenti».

Pronta la replica del Rugby Perugia: «Mi dispiace constatare ancora una volta come si utilizzano i bambini per fini che non c’entrano nulla con lo sport. Mi sembra quanto mai ovvio che un campo in erba dove si svolgono le partite di campionato di serie A non debba essere utilizzato, se non saltuariamente, per gli allenamenti – dice amareggiato il presidente Alessio Fioroni –. La nostra società si è accollata a proprie spese la gestione dei campi e delle strutture rugby di Pian di Massiano per tutto il periodo estivo, concedendo due proroghe consecutive al Comune, consapevole che nessun altro soggetto sia di fatto in grado di assolvere a tale compito. La richiesta di Rugby Perugia Junior ci è giunta solamente sabato 2 settembre, così martedì abbiamo messo a disposizione il campo da allenamento che tengo a ribadirlo è lo stesso in cui si allenano le nostre squadre, inclusa quella di Serie A, specie nei periodi invernali, essendo il campo principale, quello da gioco, privo di illuminazione. Del resto in tutto il mondo, almeno da me conosciuto, il campo da gioco è utilizzato primariamente se non esclusivamente per le partite di campionato, e le squadre si allenano altrove. Non capisco perché qui da noi dovrebbe essere diverso».

«Sono anni – conclude Fioroni – che malgrado la nostra disponibilità tolleriamo atteggiamenti provocatori a tratti arroganti da parte di questi utilizzatori delle nostre strutture che in virtù di un presunto rugby sociale utilizzano i bambini come arma di trattativa con le istituzioni e con noi».

La partita resta aperta.