Firenze, 11 gennaio 2017 - Carte scoperte. Dopo la chiusura delle indagini della procura federale, la giustizia sportiva ha messo a disposizione degli indagati gli atti, trasmessi dalla procura di Prato, su cui si fondano le accuse di combine. Per la prima volta, siamo in grado di mostrarvi le intercettazioni che hanno scatenato un vero e proprio terremoto nel calcio dilettantistico, toscano e non solo. E’ da quelle telefonate, carpite nell’ambito dell’indagine originaria – quella sulla tratta dei baby calciatori fatti arrivare dalla Costa d’Avorio, con la speranza di allevare campioni da rivendere ai grossi club – che prenderà le mosse quel processo sportivo che tiene tutti con il fiato sospeso. Per quello penale, intanto, ci sono già i primi tentativi di patteggiamento, che dovranno essere «vidimati» dal giudice, per il presidente della Sestese Filippo Giusti relativamente al filone dei ragazzini. In questo caso, la collaborazione Sestese-Prato s’interrompe, perché Toccafondi percorrerà la strada del processo. Ancora aperto il fascicolo sulla frode sportiva.

LE INTERCETTAZIONI a cavallo tra aprile e maggio rivelano una triangolazione tra l’ex presidente del Crt Toscana e figura di riferimento, Fabio Bresci (oggi defunto), il direttore del settimanale ’Calciopiù’, Alessio Facchini, e il presidente della Sestese Filippo Giusti, affinché ci sia un arbitraggio favorevole alla Sestese nel play out decisivo contro il Chiusi del 7 maggio, poi effettivamente vinto 1-3 ai supplementari. Le analisi dei tabulati fatte dalla squadra mobile di Prato fanno inoltre registrare un’impennata di contatti tra Bresci e il designatore arbitrale Matteo Trefoloni. Diverse chiamate anche fra Trefoloni e l’arbitro scelto per lo spareggio, Federico Masilunas. Giusti: Dicevo Fabio... per domenica, io metterei doppio commissario.. Bresci: Come il doppio? Giusti: O me ne mandi uno cazzuto.. a volte lo fanno, in serie D s’è fatto, a volte il doppio commissario.. Giusti, facendo leva sull’amicizia tra i due, incalza anche il giornalista Facchini, per convincere Bresci ad intervenire: «Cerca di essere incisivo». Le numerose conversazioni, annotano i poliziotti, sono il preludio di un incontro nello studio di Bresci, a Rufina, con lo stesso Giusti, il pomeriggio del 1 maggio. Lo stesso giorno, dopo l’incontro, Giusti dà notizia a Facchini Giusti: In tutta onestà credo che il massimo che può fare lo faccia ecco Facchini: Si starà a vedere.. tu hai fatto bene..

IL SIGARO IN BOCCA Che, dopo il «lavoro» dietro le quinte, la partita di Chiusi non riservi sorprese, secondo gli inquirenti, lo si deduce da una conversazione tra Simone Storai, amico e membro di ’Orgoglio Pratese’, il trust che deteneva una quota del Prato, e Giusti. Storai: Oh domenica non voglio scherzi eh.. sennò vengo a trovà il Gutini eh! Ci si parla Giusti: no di sicuro, c’ho una Ferrari in mano.. vien via.. sennò Storai: C’hai una Ferrari, c’è domenica il primo tempo, c’è noi domenica dobbiamo farla con il sigaro in bocca la partità cioè Giusti: Certo Storai: dobbiamo andar via alla.. al primo eh Giusti: di sicuro, sì sì, 3-0 e via. «FORSE RIMANGONO IN 11» La prova dell’avvicinamento dell’arbitro designato anche in un’altra conversazione, del 2 maggio, Giusti-Storai Storai: Che t’ha detto l’arbitro? Giusti: No, tutto a posto Storai: Quello di domenica.. eh Giusti: Ai quint.. ai quinto del primo tempo, son belle in otto loro.. Storai: No.. se fanno per bene, potrebbero finire la partita in undici.. Altra conferma da Facchini. Facchini: «Determinati messaggi forti son stati mandati. Te la vendo bene». In effetti ci saranno 3 espulsi.

«SONO UN FUORICLASSE» Dopo la salvezza, Giusti euforico chiama un dirigente della Sestese per dirgli il risultato. «Sono un fuoriclasse. Poi te lo dirò». Ma l’arbitraggio pro Sestese (un rigore molto dubbio e una severa espulsione di un giocatore del Chiusi nei 90’) viene messo in evidenza dagli organi di stampa e, il giorno dopo la gara, Giusti contatta il giornalista de La Nazione che nel suo articolo ha scritto che la Sestese ha vinto grazie all’arbitro. Il giorno dopo lo spareggio vinto, Giusti chiama anche il tecnico del Prato Vincenzo Esposito, al quale descrive la gara, soffermandosi proprio sul’arbitraggio. «...Lì se c’è un arbitro mezzo e mezzo noi non ce la facciamo eh! cioè c’ha dato il rigore.. c’era, ma se non ce lo dà.. non è un rigore che quello la prenda in area netto.. cioè capito? Una spinta.. però l’ha dato! Cioè non tutti gli arbitri lo avrebbero dato fuori casa a Chiusi capito? Li ha messi in dieci, questo qui doppia ammonizione, non ha sentito seghe, non è che ha fatto il conto ’lo avevo già ammonito’, era giusta la seconda ammonizione e lo ha riammonito capito?»

IL PREMIO PER MASILUNAS L’arbitro dello spareggio, il pisano Masilunas, viene premiato il 15 giugno a Coverciano durante «La Notte delle Stelle», organizzata con Calciopiù e il suo direttore Facchini, come miglior arbitro della categoria «nonostante o forse proprio grazie – scrivono gli inquirenti – all’arbitraggio definito scandaloso dello spareggio Sestese-Chiusi».

«SON TUTTI ACQUA E SAPONE» Ma Giusti, che ha un ruolo di ’governo’ in quanto consigliere della lega serie D, è un punto di riferimento anche per altre società. Fabrizio Giusti, dell’Aglianese, lo contatta affinché sia possibile alterare la partita di Promozione con il Firenze Ovest. Tentativo che sembra sfumare per il «no» opposto dalla stragrande maggioranza dei tesserati. Giusti (Sestese): io te l’avevo un po’ accenato, vedendo che non c’erano i soggetti giusti, son tutti acqua e sapone capito

LA SOCIETÀ MUTUO SOCCORSO Molto prima dei play out, Giusti ’lavora’ anche per la salvezza del Porta Romana caro al suo amico e preparatore atletico viola Stefano Fiorini. Circostanza nota anche al presidente Bresci come da telefonata del 1 aprile 2016, che, secondo gli inquirenti, «non solo non fa nulla per fermare, come forse la sua carica richiederebbe, ma anzi sembra incoraggiare l’amico ad andare avanti». Bresci:..la società di mutuo soccorso.. come la funziona? Giusti:.. la società di mutuo soccorso..eh, eh.. te lo dirò.. un’operazione la s’è fatta, vediamo se la va a buon fine.