Sarzana, 12 luglio 2017 - INVALIDO, senza un lavoro, costretto a sopravvivere con un sussidio di 270 euro il mese. Era disperato un cinquantenne di Santo Stefano. Da tre giorni non mangiava e l’altra notte ha deciso di farla finita. Schiacciato da una profonda crisi, con una latta di benzina in mano, si era seduto su un muretto davanti al Centro di igiene mentale dell’Asl in via Dante Alighieri, pronto ad dar fuoco alla miccia e lasciarsi avvolgere dalle fiamme. Ma il filo sottilissimo che ancora lo teneva legato alla vita lo ha spinto, prima di darsi fuoco, a telefonare disperato al “112”. L’immediato intervento del nucleo radiomobile della compagnia di Sarzana, dopo una lunga ed estenuante trattativa in cui l’uomo, lo ha salvato. Ora il 50enne è ricoverato nel reparto psichiatria dell’ospedale spezzino dove è stato raggiunto telefonicamente. «Per prima cosa – ha detto – voglio ringraziare i carabinieri per il loro intervento: mi hanno salvato la vita. Ero davvero deciso a farla finita. La mia situazione però non è cambiata e non so cosa potrò fare quando mi faranno uscire dall’ospedale. Vorrei lavorare ma non trovo nulla, chiedo a chiunque possa di darmi una mano: sono disperato». «Avrei bisogno di un lavoro part-time – continua – perché sono invalido al cento per cento: l’unica mia risorsa è quella pensione di invalidità di 270 euro mensili che non bastano per vivere. Non ne posso davvero più di vivere senza speranza che la situazione migliori».

ERANO le 2,30 della notte fra lunedì e martedì quanto è arrivata al centralino del “112” la telefonata disperata dell’uomo e sul posto si è precipitata una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile. I militari, capita la situazione, si sono trasformati in psicologi. Appena li ha visti arrivare l’uomo ha intimato ai carabinieri di non avvicinarsi minacciando di rovesciarsi addosso la benzina dalla tanica che teneva in mano. «Sono tre giorni che non mangio – ha urlato disperato – non posso andare avanti così». I militari lo hanno confortato, uno di loro si è reso disponibile ad andare in una vicina paninoteca ancora aperta a comprargli panino e bevanda. «Non siete voi che mi dovete aiutare – gridava l’uomo – ma lo Stato che trova i soldi per gli immigrati ma lascia che noi moriamo di fame». I militari, sempre tenendosi a distanza, non hanno smesso di parlargli. 

Poi la mossa decisiva: un carabiniere gli ha offerto una sigaretta che lui ha accettato. Mentra gliela porgeva il collega con una mossa rapida e decisa si è impossessato della tanica. Nel frattempo in via Alighieri era arrivata anche un’ambulanza della pubblica assistenza di Sarzana e l’uomo si è lasciato convencere a salirvi: scortato dalla pattuglia dei militari, l’equipaggio della Pubblica assistenza ha portato il cinquantenne all’ospedale e, dopo le prime cure, è stato ricoverato nel reparto psichiatria. «Ho bisogno di aiuto –ha ribadito ieri pomeriggio l’uomo al telefono – se qualcuno si fa avanti dategli il mio numero di telefono. Così  non riesco proprio ad andare avanti».