Pisa, 22 luglio 2016 - "Ho letto con attenzione il nuovo editto giunto da Firenze, stavolta contro il sindaco di Pontedera. - scrive Francesco Nocchi, membro della direzione provinciale Pd Pisa - Al di là delle proposte abbastanza strampalate che si leggono nelle dichiarazioni di Mazzeo e della sottintesa intenzione di sostituire le vecchie province e le unioni dei comuni con delle mini province, sul modello delle intercomunali (in cui i costi non diminuiranno, ma aumenteranno i posti), ciò che colpisce è soprattutto il metodo e l'arroganza. Deve essere questa la nuova politica: quella che ha svuotato le sedi di discussione politica e riempito le pagine dei giornali. Come può funzionare un partito in cui un consigliere regionale convoca per spiegare a dei sindaci cosa fare, esautorando ogni sede di discussione interna al partito? Un percorso di partito sull'Unione che coinvolgeva tutti i sindaci e tutte le unioni comunali già c'era, compreso un documento condiviso da tutti, ma questo gruppo dirigente nel suo furore ideologico, nella voglia di epurare tutti e di cambiare tutto lo ha messo in un cassetto, determinando anche così la attuale situazione. La Regione al tempo non era disponibile a favorire articolazioni interne alle unioni, oggi pare di sì; ci fosse stata minore rigidità tutto sarebbe stato più semplice. 

Comunque, troppo facile ora puntare il dito su uno solo. Chi ha diretto l'Unione per lungo tempo, come Millozzi, a mio avviso avrebbe dovuto essere più capace di ascoltare le esigenze dei piccoli comuni dell'Alta Valdera e farsi lui promotore di proposte inclusive, evitando contrapposizioni frontali. Questo è stato da sempre il ruolo di Pontedera nella Valdera

Ma Il sindaco di Pontedera non era certamente da solo. Come si può, se questo si vuole fare, isolare le responsabilità di Millozzi da quelle degli altri sindaci (uno dei quali è l'attuale segretario provinciale del Pd) e tentare di nascondere così il deficit di politica, oltre che di strategia, di questo ultimo anno? Come si fa a non vedere che questo modo di fare sta distruggendo il partito, oggi desertificato e privo di discussione. Per non parlare della situazione di assoluta mancanza di solidarietà tra i nostri amministratori e di un disegno complessivo che li tenga insieme, di cui la vicenda dell'Unione dei comuni della Valdera è solo l'ultimo esempio. La sconfitta di Cascina, prontamente rimossa dal dibattito, è figlia anche di questa impostazione, di questo modo di concepire il partito e sono i dati che lo dimostrano, quelli del primo e quelli del secondo turno, basterebbe guardarli. 

C'è solo da sperare che non ci si dedichi a Pontedera, nello stesso modo in cui ci si è dedicati a Cascina. Un partito è una comunità di persone unita da valori e ideali condivisi, in cui con il confronto si formano gli orientamenti politici, non si può pensare di ridurlo ad una mera platea che esegua gli ordini di quelli più illuminati. Non sta riuscendo a Renzi, figuriamoci se riesce a quelli che, pur volendolo essere, come Renzi non sono".