Pistoia, 21 dicembre 2017 - "Denunciare subito l’episodio di violenza subito o a cui si è assistito, recandosi alla più vicina stazione della Polfer. Solo in questo modo, gli agenti potranno, avvisando i capotreno, stoppare le riprese delle telecamere presenti nella maggior parte dei treni e acquisire le immagini, che saranno utili per le successive indagini. La tempestività, in questi casi, è un fattore fondamentale». Sono questi alcuni dei suggerimenti che il compartimento Polfer di Firenze ci ha dato, dopo le ripetute denunce fatte dai pendolari che ogni giorno si muovono dalle stazioni di Pistoia e di Montecatini, e dopo, soprattutto, l’aggressione subita da un capotreno e da tre agenti di polizia alla stazione di Pisa.

«A Pistoia – spiegano dalla Polfer – ci sono tre persone per turno (tre di mattina e tre di pomeriggio), che svolgono servizi sia in stazione che a bordo treno. Ogni giorno, cerchiamo di scortare il maggior numero di treni possibile, spesso in base alle segnalazioni dei capotreni. Le segnalazioni ci vengono fatte durante riunioni cadenzate».

Si tratta di incontri organizzati dalle società del gruppo FS Italiane interessate (fra cui RFI, Trenitalia, Protezione Aziendale di Gruppo) e da Polfer per scambiarsi informazioni e aggiornare, sulla base di una convenzione esistente, la mappatura dei treni e delle stazioni più critiche, per una pianificazione più efficace da parte della Polfer dei servizi di scorta o di vigilanza dei propri agenti. Gli interventi possono variare a seconda del periodo dell’anno e della tratta.

«Ci sono momenti critici, per esempio – spiegano dalla Polfer – a settembre, in coincidenza del’inizio dell’anno scolastico, mentre d’estate è necessario intensificare i controlli sui treni regionali diretti in Versilia, dove viaggiano spesso i venditori ambulanti, sprovvisti di biglietto valido». Che cosa fare, dunque, se assistiamo ad un episodio di violenza o se ne siamo vittime? «Nell’immediato è bene rivolgersi al capotreno – spiegano da Firenze – poi, in quasi ogni stazione è presente un ufficio di Polfer presso il quale si può sporgere denuncia».

Oltre alle telecamere di videosorveglianza, sui moderni regionali ci sono anche monitor che mandano, a random, le riprese in diretta dei vari convogli. «Si tratta di un potente deterrente – fanno sapere da Trenitalia – per atti di violenza o vandalismo, che consente anche il tempestivo intervento del capotreno». Esiste, poi, una convenzione regionale in base alla quale gli agenti dei quattro corpi delle forze dell’ordine possono viaggiare gratuitamente sui treni regionali, «purché – chiariscono da Trenitalia – alla salita presentino al capotreno una credenziale con il proprio recapito di cellulare, dando la propria disponibilità a intervenire durante il viaggio in caso di necessità legate, appunto, alla gestione dell’ordine pubblico».

Infine, la sicurezza nelle stazioni. «Per quanto riguarda Montecatini – fanno sapere da RFI – abbiamo ultimato un potente impianto di videosorveglianza. L’illuminazione e la chiusura notturna degli scali hanno contribuito a migliorare la sicurezza reale e quella percepita»