Pisa, 12 ottobre 2017 - Il dado è tratto, il comitato tecnico ha deciso: la nuova «Arena Garibaldi» sarà firmata Iotti-Pavarani dal nome degli architetti di Reggio Emilia che hanno realizzato l’ipotesi progettuale selezionata fra le sette presentate alla città lo scorso 25 settembre nella serata del Palacongressi. Per intendersi, è il progetto della passeggiata sospesa, con una lunga terrazza che parte dal retro della tribuna coperta e arriva fino alle spalle della Curva Nord per separare la parte dello stadio in cui sono previsti gli esercizi a servizio del quartiere da quella più strettamente collegata alla fruizione dello stadio. «E’ un’idea progettuale molto funzionale e concreta anche se, forse, apparentemente meno accattivante rispetto ad altre» aveva sintetizzato l’ingegner Michele Candeo, l’uomo che per conto della Ire ha seguito tutte le tappe del concorso d’idee che ha portato alla selezione delle sette proposte di ristrutturazione dell’Arena, intervistato da «La Nazione» all’inizio di settembre.

Il valore aggiunto della proposta è nella «chiara separazione dei flussi di persone – aveva evidenziato Candeo –: nella parte sottostante la passeggiata, infatti, sono previsti gli esercizi a servizio del quartiere, mentre dal camminamento sopraelevato si accede allo stadio vero e proprio e, dunque, a tutti gli eventi che vi saranno ospitati». Il progetto prevede anche un ristorante all’interno dell’impianto e una piazza pubblica da realizzare nello spazio che sarà ricavato alle spalle della Curva Nord. «L’impianto (17-18mila posti, ndr) sarà interamente coperto e le curve saranno abbattute e ricostruite a ridosso del campo nell’area un tempo occupata dalla pista di atletica: in questo modo si otterranno nuove aree lungo via Rindi da destinare alla fruizione pubblica».

La proposta, infatti, è stata premiata per la «completa corrispondenza ai requisiti posti nelle linee guida del concorso di idee, l’ampia rispondenza ai quelli richiesti dalla normativa, la qualità urbanistica del progetto in termini di offerta e organizzazione spaziale degli spazi pubblici, la coerenza nella localizzazione e definizione dei servizi, con particolare attenzione alla differenziazione dell’offerta sia a livello di quartiere che e urbano, il soddisfacimento delle dotazioni degli standard entro il perimetro di progetto, compatibilità con i vincoli urbanistici e Paesaggistici presenti, la cura nell’inserimento nel contesto urbano circostante e la definizione architettonica e spaziale delle opere di mitigazione e compensazione per l’inserimento paesaggistico dell’edificio» si legge nelle motivazioni firmate dal comitato tecnico riunitosi ieri e composto, oltrechè dal presidente Giuseppe Corrado, anche dai consiglieri d’amministrazione Mirko Paletti e Giovanni Corrado, dall’amministratore delegato e dal direttore tecnico della Ire, rispettivamente, Alessandro Pasquarelli e Michele Candeo, da Rino Pagni in rappresentanza dell’ordine provinciale degli architetti e dal Marco Gesi, prorettore dell’ateneo pisano con delega alle attività sportive. La scelta, però, ha anche il benestare del sindaco Filippeschi: «Era stata una delle presentazioni più convincenti, di certo di forte integrazione con il tessuto urbano circostante e per la qualità architettonica. Molto bene, dunque e ara avanti per l’avvio dei procedimenti previsti» ha detto il primo cittadino. Parole prese alla lettera dall’ad della Ire Pasquarelli: «I progettisti inizieranno da subito una serie di incontri con i tecnici dell’amministrazione comunale per arrivare alla presentazione di una vera e propria progettazione preliminare entro la fine di ottobre»