Pisa, 10 settembre 2017 - Una luna terrazza che parte dal retro della tribuna coperta e arriva fino alle spalle della Curva Nord, una sorta di passeggiata sospesa per separare la parte dello stadio in cui sono previsti gli esercizi a servizio del quartiere da quella più strettamente collegata alla fruizione dello stadio. E’ questo l’elemento maggiormente qualificante della prima delle sette ipotesi progettuali di ristrutturazione dell’Arena Garibaldi, tutti realizzati attraverso un vero e proprio concorso d’idee lanciato dalla Innovation Real Estate, la società milanese cui il Pisa ha affidato la progettazione del nuovo stadio, e a cui hanno partecipato sette studi di livello internazionale, ognuno dei quali con precedenti esperienze nella pianificazione di stadi di calcio. 
 
«E’ un'idea progettuale molto funzionale e concreta anche se, forse, apparentemente meno accattivante rispetto ad altre» sintetizza l’ingegner Michele Candeo, l’uomo che per conto della Ire ha seguito tutte le tappe del concorso d’idee. In cui, ovviamente, sono state fissate le linee guida da seguire nella realizzazione del progetto: «La più importante di tutte è stata quella di considerare lo stadio come un’occasione di riqualificazione e rivalutazione urbana di un quartiere, andando certamente ad eliminare i problemi che Porta a Lucca vive nei giorni della partita, ma anche a creare nuovi servizi per la cittadinanza dato che l’Arena Garibaldi dovrà essere un’infrastruttura funzionante tutta la settimana» spiega Alessandro Pasquarelli, numero uno della Innovation Real Estate, che sta seguendo passo dopo passo il progetto di riqualificazione dell’Arena Garibaldi. «Un esempio? Tutti i sette progetti che presenteremo il 25 settembre alle 17 a Palazzo dei Congressi prevedono la scomparsa delle cancellate che negli ultimi anni hanno creato non pochi disagi ai residenti». 
 
La prima delle sette ipotesi progettuali prevede anche «una chiara separazione dei flussi di persone che è un’altra delle richieste esplicite che abbiamo fatto a tutti gli architetti partecipanti al concorso – racconta Candeo -: nella parte sottostante la passeggiate, infatti, sono previsti gli esercizi a servizio del quartiere, mentre dal camminamento sopraelevato si accede allo stadio vero e proprio e, dunque, a tutti gli eventi che vi saranno ospitati». Il progetto prevede anche un ristorante all’interno dell’impianto e una piazza pubblica da realizzare nello spazio che sarà ricavato alle spalle della Curva Nord. «Tutti le ipotesi progettuali, infatti prevedono un impianto interamente coperto e l’abbattimento delle curve che saranno ricostruite più a ridosso del campo sportivo, che comunque manterrà interamente le attuali dimensioni, nell’area un tempo occupata dalla pista di atletica – prosegue Candeo –: in questo modo il progetto prevedere di ottenere nuove aree lungo via Rindi da destinare alla fruizione pubblica».
 
Per Pasquarelli, comunque, il filo conduttore è soprattutto uno: «Qualunque sia l’ipotesi progettuale che sarà adottata, si tratterà comunque di un intervento di rigenerazione urbana con riduzione del consumo di suolo e creazione di nuovi servizi per il quartiere e la città. La vicinanza con Piazza dei Miracoli è un asset in più che dovrà essere attentamente valorizzata: sono convinto che un polo turistico moderno, quale potrebbe diventare lo stadio, che sarà in grado anche di ospitare grandi eventi, accanto ad una delle più importanti bellezze architettoniche del mondo potranno rafforzarsi a vicenda creando valore aggiunto per tutta la città».