Pescia (Pistoia), 11 aprile 2017 - Se sei di Pescia e ami il calcio, di solito non hai molte possibilità: o tifi Juventus o Fiorentina. Magari Milan o Inter. Ma essere toscani e tifosi della Sampdoria è più raro e ti relega in una minoranza faticosa: difficile trovare qualcuno con cui condividere gioie e dolori del lunedì mattina. Però a volte le storie, soprattutto quelle che solo il calcio sa regalare, diventano sogni ad occhi aperti e si trasformano in realtà. Come quella di Manolo Strimpelli, all'anagrafe Bassini, pesciatino, magazziniere in una cartiera per necessità, cantante (anzi, strimpellatore) per vocazione, doriano per scelta.

Strimpelli a Marassi

Prima di farci raccontare da lui come è nato l'amore per "quei colori magici che ci fan venire i brividi", quel blucerchiato dal fascino magnetico, va spiegato che Strimpelli il suo sogno lo ha coronato domenica scorsa al "Luigi Ferraris" di Genova, prima del fischio d'inizio di Sampdoria-Fiorentina.

 

Maglia blucerchiata indosso, cappello in testa e microfono in mano con uno striscione a due aste con scritto un toscanissimo "Mi garba" su sfondo blucerchiato, Strimpelli ha intolato insieme a tutto il pubblico di Marassi (eccezion fatta per il settore ospiti, si intende) la sua "Solo e da sempre Sampdoria". Lo scrisse dopo il derby di andata vinto contro il Genoa, un motivo con una melodia fischiettata che è diventata un vero e proprio tormentone per la Gradinata Sud dello stadio e non solo: è nata perfino una pagina Facebook che raccoglie i video dei tifosi che fischiettano la sua canzone in tutto il mondo. E' riuscito perfino a farla intonare - con scarso successo, ma con molta simpatia - dal sindaco di Pescia Oreste Giurlani, in fascia tricolore (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO).

Manolo, come è nato l'amore per la Samp?

"Gennaio 1988, Empoli: Vialli segna con una rovesciata meravigliosa. Avevo 16 anni. Cercai in tutti i modi di rifarla e alla fine ci riuscii... All'epoca giocavo nella Folgore Segromigno. Poi, a settembre, andai a Pisa perché volevo vedere giocare Vialli e allo stadio vidi arrivare il treno dei tifosi da Genova. Rimasti come incantato. Non avevo mai visto una cosa simile".

E da lì...

"Tutta la trafila: lo scudetto, la finale di Coppa dei Campioni a Webley, la Coppa delle Coppe vinta a Goteborg contro l'Anderlecht: incastrai l'asta della bandiera nel finestrino e feci il carosello da solo da Pescia a Montecatini. Mi prendevano per matto".

Poi gli anni bui e la Serie B.

"Sì, ma ho resistito, anche se era difficile riuscire a vedere le partite. E tra la famiglia e gli impegni musicali era difficile riuscire ad andare a Genova. poi nel periodo di cassano ripresi in maniera più assidua".

Il sogno di diventare un giocatore della Samp finì in modo brusco.

"Sì, un brutto infortunio al ginocchio, rimasi fermo tantissimo. Ma con la musica ho poi trovato un altro linguaggio per esprimere i miei sogni".

E il destino a volte è incredibile.

"Senti un po': io sono amico di Capossela, l'ho visto crescere. incidemmo una canzone in un album di vari artisti, un ultras della Samp sentì proprio la traccia del mio gruppo e ci chiamarono alla loro festa a Bogliasco. Non mi sembrava vero! Avevo perfino le stampelle, ma ero pazzo di gioia. Poi cominciai a pubblicare le canzoni derbyfere in rete: ogni volta che vincevamo un derby scrivevo di getto una canzone e la pubblicavo. Il pubblico doriano ha apprezzato e perfino il sito ufficiale della società pubblicò la canzone che avevos critto dopo il derby vinto con il gol di Maxi Lopez. Si scatenò un diluvio di richieste di amicizia su Facebook... e da allora, ogni derby vinto è una canzone".

Anche la squadra è rimasta colpita dalla tua storia.

"Quest'anno, prima del derby di andata, Puggioni mi ha chiesto l'amicizia su Facebook. E poco prima dell'inizio della partita mi telefonò! E dopo quella vittoria nacque la famosa canzone fischiettata che ha conquistato tutti. Su Facebook ci sono i video: l'hanno fischiata tutti, compresi Edoardo Garrone e i figli di Mantovani. La cosa è cresciuta fino alla scorsa settimana, quando sono stato invitato dalla Sampdoria a Marassi".

Com'è andata?

"Mi sembrava di essere in un uragano. C'era così tanta energia... percorrere il tunnel ti toglie il fiato.  Sono esploso perfino in un pianto di gioia, tanto che i i dirigenti erano preoccupati: dovevo cantare di lì a poco. Ma ho detto loro: lasciatemi questo momento. Era una piccola cosa, ma per me un sogno diventato realtà".

Musica e Samp. Le sue grandi passioni.

"Faccio il magazziniere per vivere, ma sono un artista e posso dire con orgoglio di non essermi mai venduto. Per me Capossela è il Vialli della musica".

In conclusione, cosa significa per lei essere doriano?

"E' una filosofia di vita. Noi sappiamo godere della vittoria. Invece, prendi la Juventus: per loro ogni vittoria è un pericolo scampato. Noi siamo forti perché sopportiamo tutto".