Montecatini 5 agosto 2017 - Divieto di avvicinamento alla moglie. E’ la misura cautelare che il giudice del tribunale di Pistoia Alessandro Buzzegoli aveva disposto in via preventiva lo scorso 31 luglio a carico di un noto imprenditore di Monsummano, accusato di violenza sessuale ripetuta e percosse nei confronti della donna. Ieri mattina a Pistoia si è tenuto l’interrogatorio di garanzia dell’accusato, in base al quale lo stesso gip nei prossimi giorni deciderà se confermare o revocare il provvedimento. 

«Il divieto di avvicinamento inflitto dal giudice – ha detto il suo avvocato Lorenzo Satti, che ha seguito la vicenda per conto dello studio Casciani – è una misura già meno restrittiva rispetto alla detenzione in carcere, che era stata richiesta dal pubblico ministero Linda Gambassi [e controfirmata dal procuratore capo di Pistoia, ndr]. Il mio assistito ha affrontato un lungo interrogatorio dove si è dimostrato assolutamente collaborativo con l’autorità giudiziaria». 

La drammatica vicenda è scoppiata alla fine di luglio, quando la moglie dell’imprenditore edile ha deciso, dopo anni di sopportazione delle angherie e aggressioni da parte dell’uomo che aveva sposato dieci anni prima, di denunciare quanto avveniva tra le mura domestiche. Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti i due non hanno mai proceduto a separazione o divorzio, ma la donna avrebbe denunciato abusi sessuali e anche percosse per un lungo periodo che sarebbe iniziato già a partire dal 2012. Anni di silenzio e dolore della donna che sono poi dunque sfociati in una denuncia pesantissima, avvenuta solo dopo molto tempo mentre lei a lungo avrebbe tentato di recuperare un rapporto, dai tratti evidentemente non più sani, soprattutto nell’interesse dei due figli minorenni.

Gli abusi sessuali ripetuti oggetto di denuncia sarebbero inoltre aggravati anche dalla manifestazione di violenze e maltrattamenti in famiglia da parte del marito, che si sarebbero manifestati in periodi alternati e in particolare negli ultimi tempi. I due erano sposati da una decina d’anni e hanno sempre vissuto insieme, ma adesso la donna ha trovato dimora altrove, in un’altra abitazione, con i due bambini. «Adesso non resta che attendere la conferma o la revoca – conclude l’avvocato Satti – della misura cautelare già precedentemente disposta dal giudice». Sul caso hanno indagato i carabinieri di Monsummano.