Pisa, 5 ottobre 2017 - Sono state ascoltate in Francia, dove abitano, ma quello che hanno riferito non è stato ancora tradotto in italiano e così l’udienza è stata riaggiornata al 29 novembre. Era stata la stessa difesa, l’avvocato Sara Baldini, a richiedere l’incidente probatorio oltralpe per poter ricostruire la vicenda che ha portato un bengalese di 33 anni a essere accusato di violenza sessuale nei confronti di minorenni. L’episodio risale al maggio 2015, quando tre studentesse, all’epoca sedicenni, in visita a Pisa e alloggiate in un albergo di Montecatini, erano andate a comprare in una bancarella alcune magliette con simboli pisani. Ma durante la prova nel retro della struttura, l’uomo, con la scusa di aiutarle a indossare i capi, le avrebbe palpeggiate.

Le ragazzine, dopo aver pagato, andarono in lacrime da una delle professoresse per raccontare l’accaduto. La docente aveva quindi avvicinato una pattuglia della polizia municipale per riferire quanto successo. Da qui le ricerche per individuare l’uomo che fu alla fine fermato dagli agenti. Questo mentre studentesse e professori, una volta firmate le carte, erano rientrati nell’albergo di Montecatini da dove erano partite al mattino.

Le minori sono state sentite, ma – lamenta l’avvocato Baldini – non dalla difesa che avrebbe voluto porre loro qualche domanda. L’imputato sostiene un’altra versione: le tre studentesse quel giorno avrebbero provato a rubare nella sua bancarella. Ieri al Tribunale di Pisa, davanti al collegio (presidente Luca Salutini, a latere Donato D’Auria e Paola Giovannelli) l’udienza è stata rinviata a fine novembre, visto che quanto raccontato dalle ragazzine non è stato ancora tradotto in italiano.