Montecatini 24 gennaio 2018 - L’indifferenza dilaga e la gentilezza sembra non esser più una virtù. Così, con l’amaro in bocca e molta arrabbiatura, una donna in gravidanza residente in Valdinievole, ha deciso di manifestare il proprio sdegno per il trattamento scortese che l’Usl 3 di via San Marco a Montecatini ha riservato a lei e ad altre donne in gravidanza e con figli neonati.  «La scorsa settimana – racconta – dovevo prendere l’appuntamento per una ecografia. Così, dato che nei giorni precedenti avevo provato telefonicamente senza successo, mi sono dovuta recare personalmente all’Usl.

Qualche anno fa era attivo uno sportello dedicato alle prenotazioni per le donne in gravidanza. Mi sono recata in quell’ufficio, ma mi è stato subito risposto che era stato tolto e che l’unico modo per prendere un appuntamento era prendere il numero e attendere. C’erano molte persone davanti a me; dopo un po’ ho chiesto a un’altra dipendente che passava di lì se era possibile a un certo punto avere la precedenza. La risposta è stata ancora una volta ’No, nessuna agevolazione, deve aspettare il turno’».

«A farmi arrabbiare – continua – più che la risposta in sé è stato il tono della dipendente e il modo in cui lo ha detto. Accanto a me c’era un’altra donna con un neonato: al sentire quella risposta mi ha detto che lì è sempre così, che anche lei viene sempre trattata in modo scortese e senza nessuna precedenza. Resto ancora in attesa. A un certo punto sono chiamati alcuni numeri, ma non si presenta nessuno. Mi faccio coraggio e vado allo sportello; spiego la situazione e in modo gentile chiedo la possibilità di prendere l’appuntamento per un’ecografia. Ancora una volta: ’No signora, deve fare la fila e aspettare il proprio turno’.

La cosa davvero surreale è stata che le persone in attesa non si stavano lamentando per la mia richiesta di poter passare, ma la dipendente mi ha comunque detto di aspettare il mio turno. Inoltre nella stanza c’era anche il cartello che indica il diritto di precedenza per donne in gravidanza e invalidi. Dopo aver fatto presente anche questo, l’unica risposta che ho ricevuto dalla dipendente dell’Asl è stata che quel cartello sarà tolto, che era lì solo perché nessuno lo aveva ancora rimosso».
 
In Italia non esiste una normativa sul diritto di precedenza per donne in gravidanza e invalidi, ma a volte si potrebbe ovviare alla lacuna con la cortesia e gentilezza verso le persone più fragili.