Carrara, 15 gennaio 2018 - Bagno di folla per Federico Bernardeschi nella sua Carrara: il giocatore juventino è intervenuto all'inaugurazione del fan club dedicato a lui nei locali degli ex Gesuiti. «Sono molto emozionato di tornare a casa» ha confessato davanti ai tifosi assiepati all'ingresso del centro giovanile. All'inaugurazione anche il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, il sindaco Francesco De Pasquale e l'assessore allo sport Alessandro Trivelli. Presente anche il vescovo, monsignor Giovanni Santucci: «Federico è la dimostrazione che con la costanza e la dedizione si riesce ad arrivare agli obiettivi che ci prefissiamo. Lui ha imparato a diventare da singolo a squadra e a mettersi a servizio di essa».

«Conosco da tempo Federico, è un campione non solo in campo, ma anche fuori: l'ho accompagnato in carcere per un progetto e già allora dimostrò una grande sensibilità e maturità. Conosco i sacrifici che ha fatto e il duro lavoro al quale non si è mai sottratto. Ancora complimenti», ha detto Ferri. «Qui ho iniziato tutto, tornare è indescrivibile. Sono orgoglioso di far parte di questa città. Ai ragazzini posso dire: non dovete diventare per forza professionisti, giocate a calcio per quello che sentite adesso, ovvero il divertimento», ha detto Bernardeschi. Dopo aver tagliato il nastro della nuova stanza al primo piano, a lui dedicata e svelato la targa davanti alla porta d'ingresso della sala, Bernardeschi ha parlato del rapporto con l'altro illustre concittadino: «Con Buffon parliamo molto di Carrara. Lo considero una leggenda, un esempio da seguire. A cosa puntiamo? Sia in campionato che in Champions lotteremo al massimo per raggiungere i migliori risultati».