Lucca, 9 settembre 2017 - Sta bene, si trova a Orlando con la sua famiglia, ma la preoccupazione è duplice, per il presente e per il futuro. Mauro Celli, lucchese, vicepresidente di Celli Paper Spa e Nonwovens (impianti e macchinari per le cartiere) nella Piana lucchese, si è messo in salvo spostandosi dalla sua villa di Fort Lauderdale in Florida - la Venezia dell’America per i suoi 500 chilometri di canali - , nei pressi di Miami, dove imperversa l’uragano Irma che nelle ultime ore sembra depotenziarsi e cambiare leggermente traiettoria, ma le modifiche sono talmente repentine che è meglio non sperarci troppo. Celli avrebbe voluto trascorrere un periodo abbastanza lungo negli Stati Uniti, anche per far frequentare la scuola in loco ai figli.

«Ero preoccupato perché quando è partito l’ordine di evacuazione la gente stava prendendo d’assalto le autostrade. Partire di notte, come abbiamo fatto, si è rivelata una scelta ottima e lungimirante - commenta Celli - raggiunto telefonicamente quando in Florida erano le 14 - siamo arrivati bene, senza code, avevo prenotato una camera all’Universal Hard Rock Hotel, albergo attrezzato per gestire certe situazioni, con i generatori, una struttura molto solida. C’era timore perché i distributori di benzina sono letteralmente assaliti dalle persone che si devono spostare, con il rischio di esaurire il carburante».

«Sono riuscito a fare il pieno - prosegue Celli - , Miami è una città fantasma, verso nord vi sono arterie intasate dalle auto di famiglie in fuga, ressa ai pochi supermercati aperti per fare provviste di viveri per chi ha deciso di rimanere». Scene che abbiamo visto nei disaster-movie, ma che invece adesso è realtà. «Anche perché - prosegue Celli - , questo ciclone è esteso come la Francia, 5 volte più catastrofico di quello più potente sinora mai registrato. Dobbiamo attendere che passi, almeno fino a martedì rimarremo qui. C’è pure il rischio che per settimane manchi l’energia elettrica. Quando sarà tutto finito bisognerà verificare i danni, decideremo se rimanere o ritornare a Lucca solo in quella fase, sempre che gli aeroporti siano agibili».

«Da categoria 5 pare che il tifone sia declassato a 4 - va avanti - , ma sempre potenzialmente distruttivo. Tenete presente che ha dimensioni superiori all’intero Stato». L’imprenditore, molto conosciuto per le sue aziende, ma anche per la passione per il calcio (tifoso della Fiorentina e della Lucchese, spesso presente al Porta Elisa), ringrazia anche tutti coloro che si sono preoccupati per la sua famiglia sui social. «Ringrazio tutti coloro - conclude - che ci hanno inviato messaggi, ci ha fatto molto piacere».