Grosseto, 18 dicembre 2016 - Il referendum è passato, nel senso temporale dell’espressione. Il risultato è stato netto e la Costituzione della Repubblica italiana è rimasta quella rimasta in piedi dopo la sua più recente modifica avvenuta sotto il Governo Monti. Al Titolo V, dall’articolo 114 in poi, le parole «le Province» sono vive e vegete. Senza entrare nella polemica sul ‘giusto o sbagliato’ che sia, la domanda è: «e adesso?».

Dal mondo sindacale, anche grossetano, pochi dubbi. Almeno da parte della Uil, funzione pubblica. «Le Province sono rimaste in Costituzione – esordisce Sergio Sacchetti, segretario provinciale Uil-Fpl – e dunque, secondo anche il parere di autorevoli costituzionalisti, sono enti di rango costituzionale, ovvero enti di primo livello che godono di propria autonomia, economica e funzionale. Ciò, quindi, cozza in maniera violenta contro la legge Del Rio che, a nostro parere, dovrà necessariamente essere rivista. Anche in relazione alle modalità di elezione dei vertici politici delle amministrazioni provinciali. Il ‘No’ al referendum ha fermato la possibilità di nimonare i senatori di quello che doveva essere il nuovo Senato con la elezione da parte dei consigli regionali. Sicché – afferma il segretario provinciale della Uil-Fpl – anche l’attuale sistema di elezione dei vertici politici delle Province non va bene. Cozza contro la volontà degli elettori, ma soprattutto con quanto disposto sulle Province dagli articoli del titolo V della Costituzione. Si deve tornare alla elezione diretta come era prima». Ma per la Uil-Fpl di Grosseto non è tutto. Anzi, il bello sta sui soldi.

«Con la bocciatura del referendum – conclude Sacchetti – le Province restano in piedi e ciò significa che il Governo deve rimettere nella legge di Stabilità 2017 quel miliardo di euro che Renzi aveva tolto proprio ai dipendenti provinciali perché sicuro che la sua riforma costituzionale sarebbe passata. Per Grosseto si tratta di 24milioni di euro. Li stiamo aspettando al varco e non molleremo di un centimetro. Il Governo stia sereno su questo».