Firenze, 5 febbraio 2017 - E' abbastanza usuale ascoltare i capolavori di Johann Sebastian Bach per violino solo. Non lo è stato però in occasione nel concerto della stagione degli Amici della Musica al saloncino del Teatro La Pergola per due motivi. Primo perché non è sempre scontato godere dei suoni di un fuoriclasse quale è Ilya Gringolts. Il violinista russo infatti ha dato una lettura bachiana legata a una tecnica di altissimo livello, a cui si è aggiunta una propensione spiccata alla cantabiltà e alla resa originale delle dinamiche in lavori molto conosciuti. Poi perché Gringolts ha proposto i movimenti della Partita BWV 1004 (quella che termina con la Ciaccona) alternati a quelli della Kontropartita del compositore contemoporaneo francese Brice Pauset. Un brano quest'ultimo in chiarscuro rispetto al modello ispiratore e che è strutturato in Corrente, Sarabanda, Giga e Ciaccona.

Gringolts non ha solo alternato i movimenti, ma anche i violini, per caratterizzare maggiormente i due linguaggi. Quello contemporaneo ha presentato i movimenti di danza con un'attenzione ai ritmi originali arricchendoli con controtempi, scatti virtuosistici, melodie al limite della dissonanza. Un contrasto evidente con le pagine bachiane, ma con un senso compiuto al di là dei gusti del pubblico (vanno comunque sottolineate la Giga e la Ciaccona di Pauset per qualità musicale). Il solista ha affrontato questa sfida con sicurezza, quasi approfittando del continuo cambio di strumento per permettere al pubblico di riflettere sul significato delle due composizioni. La prima parte invece ha visto le Sonate BWV 1001 e BWV 1003; specie in quest'ultima, che presenta la monumentale Fuga, il violinista russo ha fatto subito comprendere quanto il patrimonio lasciatoci da Bach sia sempre in movimento dal punto di vista interpretativo.

Un'ulteriore conferma, se ce ne fosse stato bisogno, della sua assoluta modernità.