Firenze, 20 novembre 2017 - L'attrazione non era solo legata alla grandissime composizioni di Johann Sebastian Bach, oltre alla fama dell'esecutore. Il concerto di Mario Brunello agli Amici della Musica presentava un altro elemento di curiosità: il fatto che il solista si presentasse con due strumenti. Oltre al violoncello, Brunello infatti ha portato sul palco anche il violoncello piccolo. Le dimensioni di quest'ultimo sono più piccole rispetto all'altro: le f ai lati sono ridotte così come il volume. Ma soprattutto è l'accordatura che è differente, analoga a quella del violino ma inferiore di un'ottava. Uno strumento che dunque era destinato ai violinisti e che spesso veniva imbracciato come oggi si fa con la chitarra. Al violoncello piccolo (chiamato negli anni anche viola pomposa) Brunello ha destinato due delle composizioni di Bach per violino solo, affiancandole a due delle sei Suites per violoncello. Un programma che terminava il ciclo a lui affidato, nell'ambito della serie Odissea Bach,  per interpretare la letteratura bachiana per violino e violoncello solo.

Le pagine di Bach, anche se conosciute dagli appassionati, regalano sempre sorprese. Una di queste è la Fuga dalla Sonata per violino BWV 1003, e lo è stato proprio per il fatto di ascoltarla dal vivo con uno strumento inconsueto. Le quattro voci, che come Brunello ha sottolineato prima del concerto sono impensabili per il violoncello, danno vita a una di quelle architetture musicali che solo il genio di Bach poteva costruire e che il "piccolo" tra le mani del solista ha saputo evidenziare L'alternanza delle sonorità tra i due strumenti ha poi fornito al pubblico una chiave diversa per entrare nelle composizioni interpretate da grandi musicisti e reperibili (e quindi ascoltate più volte) nelle discografie da oltre mezzo secolo, E se ci si poteva aspettare una lettura moderna, questa lo è stata grazie al grande rispetto della partitura. La classe di Brunello, festeggiato come si deve, ha fatto il resto.