Sesto Fiorentino, 14 settembre 2017 - Lavoratori della Richard Ginori in sciopero: oggi -  giovedì 14 settembre - i dipendenti della storica manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino hanno tenuto presidi davanti all'azienda e poi, davanti alla sede, in viale Lavagnini a Firenze, di Unicredit in viale Lavagnini (al cui interno vi è lo sportello di DoBank) e di Bnl. La mobilitazione è stata decisa dall'assemblea dei lavoratori.

Il presidio davanti alla fabbrica è iniziato alle 9, per chiedere all'azienda, spiegano i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Cobas, «ancora maggiore determinazione a completare l'acquisto dei terreni che ospitano lo stabilimento». Poi i dipendenti si sono spostati  in pullman a Firenze dove dalle 10 alle 12 hanno fatto presidi davanti alle banche con l'obiettivo di «ribadire con forza la richiesta agli istituti di credito di chiudere la trattativa per la cessione dei terreni senza speculare sulla pelle dei lavoratori».

"Siamo davanti ai cancelli della fabbrica, prima, e poi a Firenze, di fronte alla sede delle banche, insieme ai lavoratori che pagano sulla propria pelle il prezzo salatissimo di questa situazione insostenibile". Lo afferma Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, dopo l'incontro sulla vertenza della Richard-Ginori convocato dal governatore toscano Enrico Rossi in Regione. Durante la riunione, sottolinea, "abbiamo ribadito l'impegno delle istituzioni a cercare, in accordo con i lavoratori e l'azienda, una soluzione per la vicenda dei terreni. Siamo di fronte a un tentativo di speculazione grottesco e incomprensibile, emblematico della finanza che avversa il lavoro e distrugge la vita reale delle persone". Alle banche, conclude il primo cittadino, "lanciamo un appello alla ragionevolezza, dopo anni in cui la mancanza di ragionevolezza del loro management e' stata fatta pagare a caro prezzo alla collettivita'".

Intanto, al termine della riunione, il presidente della Regione Rossi ha promesso che nelle prossime ore contatterà il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per individuare come superare la situazione di blocco nella cessione dell'area dello stabilimento di Sesto Fiorentino che mette a rischio il futuro dell'azienda, e poi interpellerà pure i responsabili di DoBank, capofila delle banche che nei giorni scorsi hanno rigettato l'ipotesi di acquisto dell'area da parte di Richard Ginori.

Alla riunione di ieri hanno partecipato il presidente della Regione con il suo consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini, il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi e i sindacati.