foto Umicini
foto Umicini

Viareggio, 28 ottobre 2020 - Come un film senza trailer. Nessuna anteprima per placare l’attesa, nessuna fotocronaca dei lavori in corso negli hangar, nessuna espressione del mascherone o movimento da svelare: i carri del Carnevale che verrà – a febbraio, in primavera, o quando il virus concederà al mondo di potersi riunire – non li vedremo crescere. Resteranno "blindati" nei baracconi. O almeno, i carristi e i costruttori non sono autorizzati a pubblicare sui social o diramare in altro modo dettagli o fotografie delle loro opere.

Questa è una clausola, inserita quest’anno per la prima volta, all’interno del contratto d’incarico stipulato tra la Fondazione e i costruttori. Contratto che, già da mercoledì, carristi e mascheratisti hanno iniziato a firmare: primo atto ufficiale dell’organizzazione della manifestazione che guarda con determinazione al futuro, tema per altro dell’edizione 2021. Dunque in attesa che il sindaco Giorgio Del Ghingaro proceda con la nomina della nuova Fondazione Carnevale la presidente in carica Marialina Marcucci, che al momento opera in regime di gestione ordinaria ma è evidentemente certa della riconferma, si è portata avanti.

Anche per dare, in mezzo a mille incertezze, una risposta ai lavoratori della Cittadella che ad agosto hanno presentato i bozzetti delle opere e, pur senza un contratto, sin da subito hanno iniziato a lavorare alla realizzazione dei giganti. Che, come detto, dovranno restare custoditi nei baracconi. In realtà qualche dettaglio dei carri in costruzione, prima che venissero firmati i contratti, ha già iniziato a circolare. "Bazzicando in Cittadella" - citando Alessandro De Plano - i fotoamatori del Carnevale ci hanno accompagnato all’interno degli hangar, facendoci davvero accarezzare l’idea del Carnevale. L’idea dei Viali a Mare gonfi di gente, degli abbracci ebbri di felicità sotto i carri, delle code alle cucine della Darsena... Anche Fabrizio Galli ci ha mostrato il volto del suo "Bat-virus" - protagonista della costruzione "Esci da questo corpo" dedicata al virus che ha paralizzato la Terra -, come sempre aggiornando gli appassionati del Carnevale di ogni passo in avanti della costruzione.

«Era un modo per coinvolgere il pubblico, per farlo partecipare alla creazione del carro" ha spiegato Galli. Ma volenti o nolenti tutti i costruttori si adegueranno alle nuove disposizioni della Fondazione, che forse in questo modo vuole provare a proteggere le opere da una sovraesposizione. Anche in previsione di uno slittamento del Carnevale.