DRAMMA Una delle manifestazioni per ricordare le trentadue vittime della strage alla stazione ferroviaria del 29 giugno 2009
DRAMMA Una delle manifestazioni per ricordare le trentadue vittime della strage alla stazione ferroviaria del 29 giugno 2009

Viareggio, 30 gennaio 2016 - PAROLE pesanti, parole giuste. Così l’Associazione “Il Mondo che vorrei” onlus che raggruppa i familiari delle vittime della strage della stazione accoglie positivamente l’intervento del presidente della Corte di Cassazione. Canzio, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. Un intervento che rappresenta un autentico siluro contro le prescrizione contro la quale l’associazione si batte da tempo.

«Le parole del dottor Canzio – viene detto nel comunicato – sono chiare. Si è più volte ribadito che la prescrizione, irragionevolmente, continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l’avvenuto esercizio dell’azione penale o addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso, che il legislatore ne prevedesse il depotenziamento degli effetti».

Secondo l’Associazione presieduta da Marco Piagentini «si tratta di parole che vanno tenute in seria considerazione perché non vi può essere giustizia Giusta se c’é prescrizione del reato»

E i familiari delle vittime di fronte all’immane tragedia del 29 giugno «non accettano che i reati di incendio colposo e lesioni colpose il prossimo dicembre cadano in prescrizione.

E’ impensabile, inaccettabile oltre che disumano». Il procedimento penale, che si sta svolgendo ogni mercoledì a Lucca dal novembre 2013, é per l’associazione «una speranza per conoscere la verità ed avere uno straccio di giustizia. I responsabili di queste vittime devono pagare il conto».

E per questo viene rivolto un altro appello, l’ennesimo, alla politica.

«La politica tutta, il capo di governo Renzi e il ministro della giustizia Orlando devono attivarsi affinché questi reati non cadano in prescrizione. Il nostro dolore non è caduto, non cade e mai cadrà in prescrizione».