FRANCESCA NAVARI
Cronaca

Pestaggio al rione Darsena, condannato un trentenne

Il giovane senza motivo sferrò un cazzotto mandando in coma un disabile. Il giudice ha disposto la pena di 1 anno e 4 mesi oltre al risarcimento

Un tribunale (foto repertorio Ansa)

Un tribunale (foto repertorio Ansa)

Viareggio, 15 giugno 2024 – Lo aggredì con un cazzotto in pieno volto. Una violenza brutale durante il rione Darsena che mandò in stato di coma un sessantenne viareggino ’fragile’ sottoposto ad amministrazione di sostegno. Per questo il giudice Alessandro Dal Torrione ha condannato (con rito abbreviato) R.M. operaio di 30 anni di Viareggio, a 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al risarcimento del danno per oltre 20mila euro, più interessi di legge, e al pagamento di spese legali e di giudizio. L’avvocato Gionata Bonuccelli ha così ottenuto giustizia per il suo assistito, un sessantenne con disabilità che si è trovato suo malgrado coinvolto in un pestaggio che gli ha provocato gravi lesioni personali.

L’episodio si è consumato il 19 febbraio del 2023 in via Coppino, nel pieno dei festeggiamenti del Carnevaldarsena. All’origine dell’aggressione il litigio tra T.A. 30enne residente a Camaiore (fidanzata del trentenne) e due amiche, una delle quali ex fidanzata del giovane. Spinte tra le due rivali in amore e tirate di capelli in un gran parapiglia: il sessantenne che si trova a passare per caso interviene per dividere le contendenti e le ammonisce, in modo bonario, a smetterla. Le ragazze fuggono all’istante e in quel momento è spuntato R.M. che, senza motivo, ha brutalmente aggredito l’uomo, sferrandogli un cazzotto al volto che l’ha fatto cadere a terra. L’aggressore ha poi infierito con forti calci alla testa, tali da procurare al sessantenne "gravi lesioni personali, con traumatismo cranico facciale e frattura scomposta della branca montante della mandibola destra con interessamento del foro mandibolare" oltre a fratture al viso. Disteso sull’asfalto in una pozza di sangue, fu soccorso da un’ambulanza in servizio al rione e ricoverato all’ospedale dove è finito in coma e ha poi dovuto sostenere un lungo ricovero riportando danni certificati per "l’indebolimento permanente dell’organo della masticazione". Il trentenne fu rintracciato poco lontano dalla polizia. Nell’ultima udienza tra l’altro l’aggressore ha reso piena confessione, scusandosi per quanto accaduto.