Un'ambulanza (Foto d'archivio)
Un'ambulanza (Foto d'archivio)

Viareggio, 4 agosto 2017 - Sconcerto. Incredulità. Preoccupazione. Quello che è accaduto l’altra notte in uno dei più noti alberghi cittadini fa pensare. Come riferiamo ampiamente in cronaca regionale un ragazzo lombardo di 27 anni della provincia di Brescia ha litigato con un amico toscano in Passeggiata, alle 5 di ieri mattina.

Era in evidente stato di alterazione e ha deciso di togliersi la vita. Facendolo in modo eclatante. Prima ha sfondato con la mano la porta a vetri dell’ingresso del Royal, ha fatto perdere le sue tracce ai dipendenti del prestigioso hotel che lo inseguivano e poi si è gettato nel vuoto dalle scale di sicurezza esterna.

Un volo circa dall’altezza del terzo piano. Il suo corpo è stato trovato solo intorno alle 8 da un giardiniere dell’hotel che ripuliva la zona verde della prestigiosa struttura ricettiva. Un gesto assurdo, da non credere, quello della vittima. Questa è almeno la versione dei carabinieri di Viareggio che indagano a 360 gradi per chiarire un episodio che per loro è da catalogare come suicidio. Anche perché è stato ascoltato l’amico con il quale il giovane deceduto avrebbe litigato e anche lui ha confermato la dinamica. Ovvero che non ci sono responsabilità di altri per l’insano gesto.

Ma quello che gli inquirenti vogliono accertare è quale sia stato il motivo così sconvolgente da ingenerare nella vittima il repentino desiderio di farla finita. E bisognerà stabilire anche se, chi ha perso la vita, avesse ingerito in meno sostanze alcoliche o stupefacenti. Ecco perché la salma del giovane arrivato a Viareggio probabilmente in vacanza rimane a disposizione della magistratura per l’esame autoptico.

Un'alba di sangue che ha creato sconcerto nella proprietà e nella direzione dell’hotel Royal. Coinvolto per caso e, ribadiamo, senza nessuna responsabilità in questa drammatica storia. In sostanza il ragazzo si è diretto, disperatamente, verso la prima struttura che trovava e proprio per mettere in atto il suo insano gesto ha scelto un edificio alto, come il Royal che si sviluppa su più piani.

Il direttore del prestigioso albergo Marino Patruno è molto amareggiato. «Ci dispiace innanzitutto per la vita perduta di un ragazzo. I nostri dipendenti appena hanno sentito il rumore dei vetri in frantumi si sono lanciati alla ricerca dell’intruso ma in un albergo grande è facile far perdere le proprie tracce». Non ci sono stati problemi per la clientela in gran parte straniera dell’albergo liberty che non si è accorta di nulla fino a che non si è scoperto la tragica verità.