
Sopralluogo tra gli alberi stramazzati al suolo in Pineta (foto Umicini)
L’abbiamo ribattezzato il futuro “Parco con il cuore di Pineta“, perché è così che si svilupperà l’area verde dell’Uccelliera, conosciuta dai viareggini come la “Pinetina di via Zara“, secondo il progetto di messa in sicurezza e di riqualificazione redatto dall’agronomo Marta Buffoni, su incarico del Comune.
Il primo lotto del piano – già inserito nel documento triennale delle opere pubbliche, con un finanziamento di 250mila euro, diventato esecutivo e pronto per andare a gara – prevede la ricostituzione del corpo centrale del parco (che del 2019 ha cominciato progressivamente a svuotarsi dell’ombra e dei suoi giganti) con settecento giovani piante di pino: 350 della specie del pino domestico e altrettante D’Aleppo.
A questo primo intervento seguirà un secondo lotto di completamento del progetto "con cui verranno inserite latifoglie a prevalenza di specie quercine – si legge nella relazione firmata dall’agronomo Buffoni – a costituire un anello di collegamento con l’esterno del parco". Seguendo quello che, adesso, è il naturale sviluppo delle Pinete cittadine.
La fase iniziale del progetto, ovvero quello che dovrà tornare a far battere il cuore della Pinetina, si articola in tre sottofasi: a cominciare dalle “Eliminazione della piante presenti“, ovvero dal taglio al colletto dei "270 pini domestici residuo dell’impianto originario a file", forse qualcuna in meno a seguito dell’ultima Libecciata che ha provocato nuove cadute, considerati "ormai a fine ciclo". Seguirà un’operazione di “Livellamento del piano di campagna e la predisposizione dell’impianto“: dopo le fresatura delle ceppaie, una volta livellato il terreno, la ditta che verrà incaricata dovrà individuare la distribuzione geometrica delle nuove piante sul terreno ("a quadrato sfalsato, con una distanza sulla fila e tra le file di 6 metri") al fine di ottimizzare i fattori di crescita e la gestione futura. Il primo lotto dell’intervento si concluderà con la messa a dimora delle settecento piante di pino (dal diametro di 10-12 centimetri, per un’altezza di 125-150), cui seguirà uno sfollamento.
Se i tagli dovranno essere eseguiti nella stagione autunno-inverno, in concomitanza dell’interruzione del periodo riproduttivo dell’avifauna; la messa a dimora del nuovo impianto di pino dovrà "perentoriamente terminare entro il mese di marzo – conclude Buffoni – in modo che le giovani piante arrivino al periodo estivo sufficientemente affrancate".