La presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni
La presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni

Viareggio, 9 febbraio 2019 - «Alla luce di un consiglio comunale teso, dove la polemica ha preso il sopravvento sulle regole, anch’io, presa dall’ira, ho sbagliato lasciandomi andare all’imprecazione. Chiedo a tutti voi di comprendere e di scusarmi». Dopo la bufera scatenata dalla bestemmia da lei pronunciata al microfono durante la seduta sul nuovo regolamento urbanistico (in cui Giuseppe De Stefano del Gruppo Misto ha strappato il microfono della sua postazione sdraiandosi poi a terra per protesta) la presidente del consiglio comunale Paola Gifuni ha scritto ai colleghi, facendo ammenda. Ma la polemica non si placa. E la Lega chiede le sue dimissioni.

«Il presidente del consiglio Paola Gifuni, nell’espletamento formale del suo mandato, ha tenuto un atteggiamento gravemente irrispettoso della sede istituzionale pronunciando una bestemmia - spiegano i consiglieri della Lega Maria Domenica Pacchini, Massimiliano Baldini e Alfredo Trinchese -. La mancanza di decoro e rispetto nei confronti dell’intero Consiglio Comunale, dei credenti e della cittadinanza dovrebbe essere in primis stigmatizzata dal suo rappresentante, ovvero il sindaco Giorgio Del Ghingaro, che oltre a concordare con la stessa presidente l’annullamento del Consiglio Comunale di oggi, avrebbe, a nostro avviso dovuto chiederne le dimissioni, che pertanto il gruppo Consiliare della Lega chiede».

A chiedere le scuse era stato ieri mattina il Pd, che non si capisce se si accontenterà della lettera inviata ai consiglieri o pretenderà che le scuse vengano rivolte anche in una nota della Gifuni indirizzata a tutti i viareggini. «Questa pessima notizia sta crescendo di ora in ora, portando nocumento alla città tutta e al suo massimo consesso - commentano Luca Poletti e Andrea Strambi, consiglieri del Pd -. Riteniamo quindi doverosa un’immediata dichiarazione da parte della Presidente del Consiglio. Causa la tensione presente in consiglio comunale e una una certa dose di stanchezza, la bestemmia non è stata rilevata dal nostro Gruppo Consiliare, ma avendo sentito la registrazione la questione è chiara e inequivocabile. Non possiamo quindi tollerare tentennamenti: urgono le scuse che, qualora non dovessero arrivate, dovremmo considerare la questione ancor più grave: un gesto di arroganza che ovviamente comporterà altre nostre prese di posizione».

Una nota che il Pd ha inviato ieri mattina, prima evidentemente che la Gifuni inviasse la lettera di scuse indirizzata pero’ soltanto ai consiglieri comunali e non a tutti i cittadini.