Scheggia e Pascelupo (Perugia), 13 maggio 2018 – Una fondazione per sostenere lo sviluppo del territorio ed un contributo per il recupero e restauro della chiesa parrocchiale. La signora Giuseppa «Pina» Lisandrelli, nata il 25 novembre 1919 e da sempre vissuta, insieme ai familiari, nel comune appenninico, parte integrante dell’hinterland eugubino, con una decisione che ne sottolinea la generosità e l’attaccamento alla propria terra d’origine, ha deciso di destinare i suoi risparmi per finalità di carattere sociale e per lasciare un ricordo concreto dei suoi cari: il padre Angelo e il fratello Carlo Alberto. In questa ottica ha messo 100mila euro a disposizione di una Fondazione della quale fanno parte il Comune, nella persona del sindaco Fabio Vergari, la parrocchia, retta da don Matteo Monfrinotti, e un amministratore di supporto.

La Fondazione Angelo e Carlo Alberto Lisandrelli ha come scopo la divulgazione, la promozione e lo sviluppo del territorio di Scheggia, con particolare riferimento ad iniziative di carattere culturale che possano generare anche il coinvolgimento di giovani a fini di studio.

La fondazione inoltre potrà organizzare mostre, conferenze, pubblicazioni, promuovere il territorio in qualunque modo o forma, divulgare la storia locale. Con la speranza che altri seguano il suo esempio. Ai 100mila euro ne ha aggiunti altri 30mila per la parrocchia di San Paterniano, quale contributo per il restauro della sacrestia della chiesa di San Filippo e Giacomo, sempre a Scheggia.

Un bel gesto, insomma, quello della signora Pina. Fin da giovanissima ha frequentato il laboratorio di sartoria di babbo Angelo; per migliorarsi ha frequentato a Roma, insieme alla sorella Adele, corsi per specializzarsi «maestra di taglio». Un gesto che ha suscitato apprezzamento e gratitudine. «Esprimiamo infiniti ringraziamenti alla signora Pina – ha dichiarato il sindaco di Scheggia Fabio Vergari - La Fondazione ha messo a disposizione del territorio una risorsa significativa che in un periodo di grande difficoltà economica ci consente di dare risposte in settori importanti come quelli sociali e culturali».

G. Bedini