Lo stabilimento Acciai Speciali Terni
Lo stabilimento Acciai Speciali Terni

Terni, 16 settembre 2021 - Acciai Speciali Terni passa dalla tedesca ThyssenKrupp al gruppo italiano Arvedi. La multinazionale ha ufficializzato la cessione di Ast, che dopo quasi trent'anni torna di proprietà italiana. TK annuncia “la vendita di Acciai Speciali Terni (Ast), inclusa la relativa organizzazione commerciale in Germania, Italia e Turchia, alla società italiana Arvedi,”.

“È stato concordato – aggiunge il gruppo tedesco - di non divulgare il prezzo d'acquisto. La transazione è soggetta all'approvazione del Consiglio di Sorveglianza di Thyssenkrupp Ag e all'autorizzazione dell'Autorità antitrust europea”. Ast, con un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro nell'esercizio 2019/2020, impiega circa 2.500 dipendenti ed è leader nell'acciaio inox. Il gruppo Arvedi, a controllo familiare, opera nella produzione e lavorazione di acciaio al carbonio e inossidabile. Arvedi impiega 3.500 dipendenti e ha annunciato investimenti significativi in relazione all'acquisizione di Ast.

Tra i primi commenti quello di Giovanni Arvedi, presidente e fondatore dell'omonimo gruppo: “Questa operazione ha una logica industriale convincente per il nostro gruppo che si rafforza completando il proprio mix di prodotti. L'operazione e' inoltre strategica per l'intera economia italiana. Siamo molto lieti che ThyssenKrupp stia valutando una potenziale partecipazione di minoranza in Ast, garantendo continuita' e mostrando fiducia nel nostro know-how”. Soddisfazione viene espressa dal ministro dello Svilupo, Giancarlo Giorgetti, che nei giorni scorsi alla Camera aveva annunciato l'imminente vendita di Ast: “ Il Governo ha seguito con la dovuta attenzione e discrezione tutta la vicenda e oggi siamo soddisfatti per il risultato positivo della vendita dell'Ast di Terni. E' un tassello importante per la valorizzazione e il rilancio dell'acciaio italiano. Accogliamo con favore che la proprieta' passi a un gruppo italiano e auspichiamo che questo si traduca anche in uno sviluppo dell'area industriale e in una tutela per tutto il territorio interessato”.

Stefano Cinaglia