La procura della Repubblica di Perugia procede con l’ipotesi di reato di peculato nel confronti di una funzionaria del Dipartimento di Veterinaria (ora assente dal lavoro), addetta allo sportello ticket, dopo la denuncia presentata nelle scorse settimane dalla stessa Università degli Studi. Il fascicolo – secondo quanto si apprende – è stato affidato ai magistrati del pool che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione e, al momento, sono in corso accertamenti...

La procura della Repubblica di Perugia procede con l’ipotesi di reato di peculato nel confronti di una funzionaria del Dipartimento di Veterinaria (ora assente dal lavoro), addetta allo sportello ticket, dopo la denuncia presentata nelle scorse settimane dalla stessa Università degli Studi. Il fascicolo – secondo quanto si apprende – è stato affidato ai magistrati del pool che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione e, al momento, sono in corso accertamenti sugli atti arrivati al vaglio dell’autorità giudiziaria sembra in due differenti momenti. Non si tratterebbe quindi solo dell’esposto dell’Ateneo.

La vicenda dell’ammanco è venuta alla luce dopo controlli svolti dal servizio tesoreria dell’Università degli studi e, in particolare del Dipartimento guidato dal professor Fabrizio Rueca in seguito alla verifica dei bilanci parificati dei singoli dipartimenti scattata per una nuova disposizione normativa che ha indotto i vertici a ricontrollare tutti i conteggi in maniera minuziosa.

Dalle prime verifiche sembra si sia registrato un ’buco’ di almeno 220mila euro tra le fatture emesse e i soldi sul conto corrente dedicato, ma ancora manca l’ufficialità della cifra che potrebbe essere anche superiore. Secondo indiscrezioni infatti lo stesso rettore Maurizio Oliviero che sta seguendo da vicino la questione sta costituendo una Commissione terza, interna però all’Ateneo, affinchè verifichi cosa è accaduto e se gli ammanchi si riferiscano solo al biennio 2018-2019 oppure se siano anche precedenti. Spetterà poi alla magistratura capire se i sospetti ricadano solo sulla funzionaria (in servizio da marzo scorso) oppure se siano addebitabili ad altre persone. In particolare – stando alla ricostruzione dello stesso Ateneo, riportata nella denuncia presentata in procura – la donna addetta allo sportello ticket dell’ospedale universitario, attualmente in malattia (e quindi impossibilitata eventualmente a perpetrare l’eventuale medesima condotta), avrebbe sottratto i soldi contanti senza versarli come avrebbe dovuto. Tra le indiscrezioni anche quella che vuole la donna un soggetto particolarmente fragile.

In sostanza si tratterebbe delle visite a pagamento degli animali effettuate di routine all’ospedale veterinario di via San Costanzo: quando il saldo avveniva in contanti all’utente veniva consegnata la ricevuta di pagamento ma il denaro sembra essere poi scomparso.

Erika Pontini